OvO: Abisso

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OvO

Abisso

(Supernaturalcat)

noise, techno metal, industrial

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recensione-ovo-abissoFarsi un’opinione su Abisso degli OvO è un’operazione che non ha vie di mezzo: può essere estremamente facile o fin troppo difficile; si tratta di un qualcosa di particolarmente complicato da inquadrare, ma ci proveremo ugualmente.

Il disco è composto da undici tracce di durata variabile dai due agli otto minuti; un’atmosfera particolarmente lovecraftiana/chtuulista viene suggerita dalla copertina e confermata dalla prima traccia Harmonia Microcosmica, effettivamente un buon pezzo di apertura dotato di un buon crescendo ritmico e sonoro che inquieta un bel po’. La successiva Tokoloshi poteva essere la coda di questa bizzarra introduzione.

Il genere di questa band non può essere collocato molto facilmente: ci si muove tra una sorta di hardcore – techno dark – elettro-metal o industrial-doom, come suggeriscono brani come I Cannibali, A dream within a dream o Pandemonio (il quale fa davvero onore al suo titolo), il tutto accompagnato da giochi di feedback e – elemento più interessante – da ritmi particolarmente tribali; l’atmosfera è da ansia estrema, soprattutto in brani come Aeneis o Harmonia Macrocosmica. È ovvio che la voce, prettamente grindcore, ha un ruolo più espressionistico che canoro.

Il trittico finale è senza dubbio la zona più interessante, soprattutto l’inquietante Fly little demon, brano che, da solo, vale tutto il disco.

Abisso ha i punti di forza nella ricerca dell’originalità – che in Italia non guasta mai ed è sempre ben accetta – e nella coerenza stilistica: si muove in una atmosfera volutamente terrificante; nell’insieme riesce ad essere spaventoso e inquietante senza uscire mai troppo dal minimalismo. Un loro live show potrebbe essere un’esperienza interessante. Ma ci sono dei punti deboli: la monotonia su tutto, ma più che altro un eccessivo utilizzo di brutalità gratuita che talvolta sembra quasi forzata, non tanto nelle ritmiche (ben orchestrate) o nella scelta dei suoni, quanto nelle strutture sonore e nelle voci, a tratti molto efficaci ma che a volte fanno pensare al disappunto di un grosso felino preso a badilate. L’horror generale è efficace, ma spesso si perde in cliché.

In ogni caso rimango pienamente d’accordo con Toni Iommi quando, prima di fondare i Sabbath, si chiese: “Se il cinema può far paura, perché non può farlo la musica?”

Se l’intento degli OvO era a metà strada tra sconvolgere l’ascoltatore e candidarsi ad un TSO, bisogna dire che con Abisso è stato pienamente raggiunto.

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