AA.VV.: Musiche Per Viaggiatori Distratti

Musiche per viaggiatori distratti nasce dalla collaborazione di molti artisti, che si uniscono per contribuire a un disco davvero sorprendente, il cui ricavato sarà interamente devoluto in favore delle attività di “Giùlemanidaibambini”

AA.VV.

Musiche Per Viaggiatori Distratti

(Cd, Banksville records)

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Musiche Per Viaggiatori DistrattiPier MIchelatti, Paolo Baltaro, Fabrizio ConsoliGabriel Delta, Emma Re, Società Anonima Decostruzionismi Organici (S.A.D.O.) e Silvovitz, realizzano due brani ciascuno per Musiche per Viaggiatori Distratti, che mescola suoni molto lontani tra loro, dal rock al jazz, dal blues al pop fino alle canzoni d’autore, e il cui ricavato andrà all’associazione Onlus Giùlemanidaibambini (www.giùlemanidaibambini.org).

Visti i tanti generi e stili presenti, per capire fino in fondo come suona questo disco non ci si può distrarre come i viaggiatori citati nel suo titolo, e per forza di cose non si può dare un giudizio unitario. È certo però che questo album è in effetti perfetto per i viaggiatori: è  talmente vario e divertente che basta metterlo sù e lasciarlo andare per potersi dimenticare del tutto della radio ed evitare di cambiare stazione ogni qualvolta si cerchi un altro genere di brani o ci si stufi di una rotazione musicale monotematica. Qua c’è tutto.

Si parte col vivace rock di The Kids Are Allright (Forse la traccia più bella), che porta la nostra mente direttamente su una decapottabile in viaggio su un’autostrada affacciata sul mare, si passa dal cantautorato con Fabrizio Consoli e le sue spagnoleggianti Giro Di Carte e Que Vida Es,  dal Jazz dei S.A.D.O. con Green Tea At 5 A.M., che alla traccia 9 ci propongono un medley di pezzi di Santana, i cui suoni sono evocati anche da Gabriel Delta in time for goodbyes.

Ad Emma Re il compito di cambiare i toni del disco e farci rilassare con L’Eternità e I Still Believe, prima che si torni al rock con Nowhere street di Paolo Baltaro.

Un ulteriore tocco di origininalità Con i napoletani Silvovitz, che uniscono in modo sapiente Jazz e Rock (non vorrei sbagliarmi ma mi sembra di sentire un pizzico di progressive e psichedelia). Non c’è poi modo migliore di chiudere con un omaggio di Pier Michelatti a De Andrè, con la sua versione de Canzone Per Marianella.

Un bel lavoro, divertente e vario; tutte le tracce sono validissime e ognuna contribuisce senza stonare e oscurare le altre. Suona bene il rock, è ispirato e originale il jazz, aggiungeteci pure un cantautorato di valore. Insomma, c’è n’è per tutti i gusti.


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Roberto Consolo
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