Lukasz Mrozinski: Mad Pride

Condivi sui social network:

Lukasz Mrozinski

Mad Pride

(I Dischi Del Minollo/Edisonbox/Vittek Records)

avant-folk

_______________

[youtube id=”SnzJBNpOLx4″ width=”620″ height=”360″]

recensione-Lukasz Mrozinski- Mad PrideUn anno dopo l’EP Trust In Love To Be esce Mad Pride, primo album solista di Lukasz Mrozinski che vuole essere innanzitutto un elogio della follia, della diversità psichica. Un disco che è scaturito dopo un ricovero psichiatrico e dall’incontro con il Torino Mad Pride, movimento torinese di stampo anarco-individualista composto da utenti ed ex utenti psichiatrici.

In 12 tracce l’ex Merçe Vivo opera una decostruzione del folk cantautoriale innestandovi, anche grazie al produttore Lorenzo Peyrani, effetti siderali ed avanguardistici. Mad Pride infatti fa uso ricorrente ai found sounds (campane, voci, recite, rumori domestici, versi di animali) apparentemente senza logica: la volontà in effetti è proprio quella. L’intento della musica è quello di offrire una visione anti-musicale oltre a quella musicale rappresentata da stralci di cantautorato. L’obiettivo di Mad Pride è quello di accomunare caos e ordine, instabilità e stabilità, disturbo e lucidità. Queste carte vengono mischiate di continuo lungo i brani, offrendo una alternativa alla musica in quanto tale, trasformandola in arte astratta e criptica.

L’inquilino potrebbe essere una summa del concetto celato dietro l’album: voce profonda (di memoria De Andreiana), effetti d’avanguardia (stile Scott Walker), effetti spaziali psichedelici, ed un finale di stampo esoterico. Oppure la lunga traccia Il Dottore, che offre effetti stranianti, un campionamento di To Be (tratto dal precedente EP), rumori vari e manipolazioni sonore.

Del tutto diverse e quasi irriconoscibili sono Helika e Lapis, brani suonati con i Merçe Vivo e qui riarrangiati in linea con il senso dell’album.

IV Elementare si distingue per le destrutturazioni, i tribalismi, la voce cavernosa, gli effetti sonori e l’atmosfera quasi apocalittica. Doppio Standard offre, nel suo cripticismo, offre un particolare piglio esoterico, con le voci che si fondono alla perfezione con l’atmosfera oscura.

Un altro lato di Mad Pride è la vena intimistica: Percezioni Finissime e L’uomo Dagli Occhi Rotti sono gli esempi migliori, guidate dal sax ora paranoico e ora dolce.

Mad Pride rappresenta il percorso umano (più che artistico) di Lukasz Mrozinski, la sua evoluzione interiore. Sin dai primi brani si può capire come l’operazione non sia affatto commerciale. Si tratta di squarci di musica composta non con lo scopo di intrattenere, ma con quello di far riflettere, di lasciar percepire un disagio e far apprezzare la diversità mentale di ognuno attraverso composizioni sicuramente non usuali.

 

Gli ultimi articoli di Alessio Morrone

Condivi sui social network:
,