Lee Ranaldo: Between The Times And The Tides

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Lee Ranaldo

Between The Times And The Tides

(Cd, Matador Records)

alternative rock, folk

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Lee Ranaldo- Between The Times And The TidesCon i Sonic Youth ormai sciolti Lee Ranaldo non ha certo perso tempo e ha dato alla luce il nono album della sua carriera solista. Avvertiamo subito: astenersi dall’ascolto chi ha amato i Sonic Youth sperimentali dei primi album, quelli farciti di feedback, dissonanze e chitarre metalliche. In Between The Times And The Tides ci troviamo di fronte ad un album sì di alternative rock, ma venato di pop come ben dimostrano Off The Wall e Angles. Il risultato non è molto lontano dalle sonorità dei coetanei REM.

Il lato melodico di Ranaldo domina ogni canzone; in più si avverte anche una strana sensazione: anche nei pezzi piu rock è come se Lee volesse frenare la voglia di maltrattare la sua chitarra, piena di graffi e bozzi targati 80’s.

Non mancano gli ospiti: su Between The Times And The Tides ci sono le mani di amici come Jim O’Rourke, Alan Licht, Irwin Menken, Nels Cline, John Medeski e Steve Shelley (batterista dei Sonic Youth).

Il disco si apre sulle note di Waiting On A Dream (che sono le note di Paint It Black dei Rolling Stones): a farla da padrone non sono le chitarre, bensì la melodia.

Non mancano tocchi psichedelici come in Xtina As I Knew Her e l’ultima Tomorrow Never Comes (forse un richiamo a Tomorrow Never Knows dei Beatles). Fire Island (Phases) invece recupera alcune sonorità prog inserendole nel contesto melodico generale del disco.

D’altra parte ascoltando le acustiche Hammer Blows e Stranded si avverte il bisogno di Ranaldo di fuggire in un certo modo dagli anni rumorosi con i Sonic Youth, per rifugiarsi in angoli folk intimistici. Lo stesso è successo per Thurston Moore, l’altro chitarrista dei Sonic, nel suo ultimo lavoro Demolished Thoughts, album dalle atmosfere acustiche e intime. Sarà forse la vecchiaia che incombe, la conseguente mancanza di idee, o la necessità di provare altre strade: pensatela come volete.  Permettetemi però una cosa: se rivolete quelle chitarre che tanto vi hanno consumato il cervello non rivolgetevi a Between The Times And The Tides. Prendete a caso uno dei primi 5 album dei Sonic Youth e premete play.

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