L’Armata Brancaleone: Tutti in Piedi

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L’Armata Brancaleone

Tutti in Piedi

(CD, Autoproduzione)

folk, folk rock

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L'Armata Brancaleone- Tutti in PiediTutti in piedi è il titolo del primo album de L’Armata Brancaleone, gruppo folk rock tradizionale marchigiano nato nel 2001 e con alle spalle tanta gavetta che li ha portati per ben due volte alle finali dell’Italia wave e a condividere il palco con artisti del calibro di Bandabardò e Vallanzaska. Da segnalare anche una partecipazione nella colonna sonora, insieme ai Sud Sound System, del film “Il cuore in mano, i piedi sulla strada” del regista Uli Muller.

Devo dire che ascoltando l’album , vedrei bene molti dei brani come soundtrack per un film italiano sia in stile Ficarra e Picone, ma anche e soprattutto dai temi più drammatici. Insomma, quello di cui vi vado a raccontare è un album che appare molto radicato nella terra, nelle tradizioni e nello sviluppo contemporaneo della nostra società.

Dopo una prima traccia intro, che ci invita a prestare attenzione col suono di una sveglia, troviamo due belle composizioni: Duna portafortuna e Malfidato. Ottimi gli arrangiamenti così come l’intera melodia, ottima scelta per iniziare un album con il giusto dinamismo.

Segue poi Le feste comandate, brano interessante soprattutto nelle liriche che fanno riflettere su come le consuetudini di un cenone di capodanno e l’apparire agli occhi degli altri ci portino allo spreco di denaro pur di non differire dalla massa.

Proprio ad emergere tra la massa è Ezzzio il pazzo, ottimo brano in cui dovremmo identificarci più spesso nella società di oggi.

La traccia 6 corrisponde al primo singolo dell’album, Nonostante tutto, ma a questo punto dell’album, la musica intrisa della fisarmonica, potrebbe suscitare in qualche ascoltatore non amante del genere uno stop per trovare un attimo di silenzio. Segue poi la simpatica Ho fatto 6 al superenalotto e La storia di Pasquà, canzone che si mantiene su un’onda simile alle precedenti.

Il disco riprende quota con la traccia 9 , Il mago di El Paso, con due intermezzi che spezzano il ritmo ad hoc.

Una delle migliori composizioni è la traccia 10, Prima di tutto, brano calmo che dopo tanto folk acceso, si presenta triste e molto riflessiva, messa al punto giusto.

Un’atmosfera diversa caratterizza La danza del tempo, ispirata alla musica trentina.

Passa un po’ inosservata la traccia 12, E spegni!!! , probabilmente perché il disco verso le battute finali è molto più variegato rispetto alle prime tracce, grazie alle melodie di Lu Spusaliziu, con finale di musica tradizionale pugliese, 201 volante, molto bello il ritornello e Goran Alkolic.

La chiusura è affidata a Nina nanna della guerra, tratta dall’omonima poesia di Trilussa che cala il sipario su un album ben riuscito.

In conclusione, Tutti in Piedi è tutto sommato un buon disco, che deve essere digerito a piccoli e attenti bocconi da chi non è amante del genere, pena risultare indigesto. Potrebbe essere paragonato a un primo pasto abbondante nella prima parte dell’album che potrebbe spingerti a non finire il dessert finale. Ma il dessert in questo caso sarebbe proprio un peccato non consumarlo.

www.larmatabrancaleone.it

 

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