Jules Not Jude: The Miracle Foundation

The Miracle Foundationn dei Jules Not Jude è disco molto bello e per niente scontato, un impasto di suoni caldi e diramazioni folk stile Elliott Smith che ti fa un frontale con Syd Barrett strafatto di anfetamine

Jules Not Jude

The Miracle Foundation

(Urtovox Records)

pop rock psichedelico

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Jules Not Jude- The Miracle FoundationUrtovox Records continua a darci dimostrazione che in Italia ci sono band che hanno tutte le carte in regola per farsi apprezzare all’estero.

The Miracle Foundation, concepito dai bresciani Jules Not Jude è un concentrato di psichedelia e pop-rock a stelle e strisce che si condensa in forme evocative e sensazioni astrali (vedi Perfect Pop Song e Hazel).

Non mancano nemmeno brani con sonorità più grezze: ad esempio Orphan, dove il basso spicca per una certa ruvidezza, quasi come il suono della carta stropicciata o di un giradischi anni 50 che s’inceppa.

La voce è aria oltre le mura di una stanza affollata; gode di una sua personalità multipla, giocosa e conturbante come la distanza tra un’equilibrista e gli occhi della folla che lo acclama.

Adoro Raise The Hood con le chitarre che girano attorno a meravigliose aperture di synth (brano tra l’altro impreziosito anche dalla voce di Enzo Moretto degli A Toys Orchestra).

Un disco molto bello e per niente scontato, un impasto di suoni caldi e diramazioni folk stile Elliott Smith che ti fa un frontale con Syd Barrett strafatto di anfetamine.

Tre anni di tempo dal precedente album che sono serviti alla band nel centrare a pieno il cambiamento verso una prospettiva migliore; il risultato è un prodotto maturo, profondo e concettualmente potente.
Internazionali.

 

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Gianni Manariti
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