Francesco Di Giacomo: La Parte Mancante

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Francesco Di Giacomo

La Parte Mancante

(Sprea)

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recensione-francesco-di-giacomo-La-parte-mancanteFrancesco Di Giacomo è stato semplicemente la voce storica del Banco Del Mutuo Soccorso e già questo dovrebbe far capire lo spessore dell’artista, purtroppo, scomparso in seguito ad un tremendo incidente stradale il 21 febbraio 2014.

A distanza di cinque anni esatti esce il lavoro postumo La Parte mancante, disco a cui il cantante stava lavorando alacremente dopo aver lasciato la band madre.

Quest’opera ha avuto una gestazione molto lunga in quanto Di Giacomo, insieme a Paolo Sentinelli, aveva iniziato a buttare giù le prime canzoni dal lontanissimo 2004.

Dunque dieci anni di duro lavoro che hanno trovato la luce nel 2019.

Cercare di analizzare questo disco non è facile, perché la commozione ed il ricordo dell’artista possono avere la meglio su una certa obiettività.

In realtà, alla fine dei conti, un contributo del genere riconcilia con la musica italiana, soprattutto in questo periodo storico dove davvero c’è una penuria di idee sconfortante. Di Giacomo, con La Parte mancante, lascia un testamento incredibile come testimoniano queste dieci canzoni, soffuse e malinconiche, melodice e mai banali.

Il piano struggente di Luoghi Comuni o il ritornello semplice di Insolito, con un ottimo crescendo strumentale, sono lì a testimoniare la sua grandezza. La title track, solo piano e voce, è una canzone che annienta 20 anni di musica “leggera” italiana, così come Il senso giusto, mentre Emullà sembra un pezzo quasi di matrice Drum n’ bass a cui si aggiungono jazz e fusion, quasi a ricordare la lezione primi anni 90 di David Bowie con il seminale Outside.

Tutto il disco, ad ogni modo, ha una vena di malinconia che sembra essere dominante in ogni traccia che si ascolta.

Alla fine se un ricordo doveva essere lasciato, La parte mancante è davvero un manifesto di grandissima qualità. Big, come veniva chiamato Di Giacomo, ha fatto centro per l’ennesima volta.

 

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