Colapesce: Un Meraviglioso Declino

Colapesce, la leggenda dell'uomo che diventa pesce, rappresenta la nuova incarnazione di Lorenzo Urciullo (già leader degli Albanopower), al debutto su 42 Records con Un Meraviglioso Declino, disco che presenta uno spirito sonoro imbevuto in ugual misura di shoegazing anglosassone e sanguigna italianità indie rock

Colapesce

Un Meraviglioso Declino

(Cd – 42 Records)

indie rock, post-rock


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Colapesce, l’uomo che per necessità o scelta diventa pesce, antica leggenda siciliana che rappresenta la nuova incarnazione di Lorenzo Urciullo, già leader degli Albanopower, noncheè produttore, debutta ufficialmente su 42 Records con Un Meraviglioso Declino, disco che presenta uno spirito sonoro imbevuto in ugual misura di shoegazing anglosassone e sanguigna italianità indie rock.

Il filo rosso che unisce queste 13 composizioni è un certo inquieto spléen metropolitano, un’attitudine escapista e a tratti naif, che cerca di sciogliere le asperità della quotidianità in liquidi paesaggi surrealisti. Queste considerazioni nascono soprattutto dalla lettura di testi molte volte volutamente criptici, altamente metaforici e ricchi di originali similitudini (Satellite, Quando tutto diventò blu, Il mattino dei morti viventi).

A livello lirico appare dunque chiaro un certo feeling con realtà quali Marlene Kuntz e Tiromancino, che hanno fatto della ricchezza testuale una delle loro caratteristiche fondamentali. Tali nomi non sono del tutto estranei anche per quanto riguarda l’impasto strumentale, che i Colapesce costruiscono servendosi di poche, semplici ma curatissime pennellate, in grado di fornire un avvolgente tappeto sonoro, dai toni malinconici ma molto caldi (Oasi, I Barbari).

Tutto ciò è stato senz’altro reso possibile dall’abile regia di Giacomo Fiorenza (Offlaga Disco Pax, Paolo Benvegnù, Moltheni, I Cani) per quanto riguarda produzione e mixing (Posada Negro Studios, Officine Meccaniche e Giardini Sonori), e dal personale artistico, composto dal mastermind Urciullo, Giuseppe Sindona, Toti Valente Francesco Cantone, affiancati da vari ospiti, come Roy Paci, Sara Mazo, Alessandro Raina (leader degli Amor Fou) e Andrea Suriani. Un cast d’eccezione per un album ambizioso e policromo che tenta di ripercorrere la storia del cantautorato classico italiano, guardando però anche all’estero e alle produzioni moderne di artisti del calibro di Fleet Foxes, Wilco, John Grant e molti altri.

Un meraviglioso declino è quindi un prodotto di alto profilo, sotto tutti i punti di vista, che conferma le indubbie qualità del musicista siciliano, portandole a un ulteriore livello di professionalità, completezza e stile.

Da segnalare inoltre l’interessante iniziativa di rendere disponibile per il pre-order un altro album, in formato digitale, che contiene nove cover, nelle quali Colapesce mostrano altre inclinazioni e influenze, alcune prevedibili, altre meno, spaziando dallo shoegaze dei My Bloody Valentine, al cantautorato di Enzo Carella, Antonello Venditti e Alan Sorrenti, da Michael Jackson (vedi video) ai Blonde Redhead ed Herbert Pagani. Registrato e prodotto con Toti Valente, “Nove Cover” rappresenta il percorso che dagli Albanopower ha portato alla nascita di Colapesce: tra brani realizzati voce e chitarra e altri con arrangiamenti più complessi e dal piglio elettronico. Una gustosa aggiunta a un piatto di per se già molto ricco e ben strutturato.

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Alekos Capelli
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