Burn After Me: Ascent

Burn After Me è una band che cresciuta velocemente, acquisendo subito i connotati di un gruppo di professionisti. Ascent è il loro secondo EP, da cui sono stati tratti due video. Tanta roba, ma il metalcore ha ancora qualcosa di nuovo da dire?

Burn After Me

Ascent

(Fire Was Born Records)

metalcore

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BurnAfterMeSentite qua: i Burn After Me sono nati nel 2012 e subito sono entrati in studio. Al primo EP è seguito un video. A fine ottobre è uscito questo secondo EP intitolato Ascent, che include otto tracce. Da questo nuovo lavoro sono stati tratti già due video, rispettivamente per Abduction e Revive The Lights. Due singoli su otto brani.

Non male per questa giovane band del novarese.

Com’è il disco? – chiederete voi.

Non manca niente: strutture complesse e frammentate, growling pastosissimo, distorsioni al limite, cantato pulito. I video sono di qualità, con i filtri giusti e la nitidezza perfetta per l’HD. La grafica è ben studiata, come il look, perfettamente in linea con il genere, con tanto di barba d’ordinanza per due componenti su cinque che spezza nelle foto di gruppo. Barbe per cui qualche anno fa ti prendevano per Raspustin e al check-in dell’aeroporto ti controllavano il doppio degli altri viaggiatori, ma che ora sono di moda.

C’è anche il brano esclusivamente strumentale di musica elettronica (Ascent), che dà modo di spezzare la cavalcata selvaggia ma pettinata di questi energetici ragazzi.

Che vi devo dire. Io non ne posso più. Tutti i generi vengono spremuti finché non buttano gli occhi di fuori, e poi gli si fa fare un altro giro per vedere se c’è rimasta qualche goccia di linfa.

Ma taluni già all’origine sono più scarni rispetto ad altri, e allo stesso tempo più estremi. Ne consegue un veloce esaurimento del mordente e della vena creativa.

Questo è vero tanto per il death metal e il grindcore, quanto per questo ultimo e patinato metalcore.

Apprezzo la passione e la determinazione dei Burn After Me, che sono riusciti in così poco tempo a fare sia tante cose in studio e che suonare il più possibile live- la base di ogni carriera musicale-.

Io voto per meno musica e più ricerca di visioni personali. Voi godetevi pure questo buon album, perfetto per saltare ai concerti e in cameretta.

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Dafne Perticarini
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