Beck: Hyperspace

Condivi sui social network:

Beck

Hyperspace

Capital Records

folk, synth, elettro-funk, R&B

_______________

Beck-Hyperspace-recensioneIl nuovo album di Bek David Campbell, aka Beck, è un salto nell’iperspazio del nulla infinito (Everlasting Nothing): un posto desolato, fantascientifico e onirico, dove il tempo è talmente dilatato da diventare nullo.

Preceduto dall’uscita dei singoli Saw Lightning, Uneventful Days, Dark Places ed Everlasting Nothing, Hyperspace è la quattordicesima fatica discografica di Beck, ex portavoce della generazione dei loser negli anni ’90, che oggi si avvale di collaboratori illustri quali Pharrell Williams, Chris Martin e Sky Ferreira.

Del resto, Beck, da quasi trent’anni, collabora e partecipa a innumerevoli project side con artisti e band di ogni genere.

Le 11 tracce di Hyperspace si vestono di atmosfere sobrie ed incantate che raggiungono profondità cosmiche, melodiche, ovattate, psichedeliche, R&B contemporanee, dream pop e cantautorali: si va dai Pink Floyd a John Lennon, da Bruce Springsteen a Moby, tanto per capirci. Il tutto mescolato alla sensibilità soul di Pharrell Williams e all’estetica espressiva ed introspettiva della cultura musicale giapponese, come si evince già dal titolo in copertina scritto in katakana.

Probabilmente, Saw Lightning è l’unico brano completamente avulso dal tema strumentale della nuova release di Beck: un pezzo in vecchio stile slide-folk ed elettro-funk.

L’iperspazio è il riflesso intimo e meditativo della nuova vita privata ed artistica del poliedrico musicista Beck Hansen: il coraggio di ricominciare alla soglia dei 50 anni da un punto di vista differente. Quello di rallentare, di fare a meno della forza di gravità, di riflettere, di dilatare il tempo, con l’ansia di affrontare l’ignoto.

A tal proposito, viene da chiedersi: che fine ha fatto quella prospettiva disillusa, sfrontata, sarcastica e cinica di 25 anni fa? Come se tutto d’un tratto, ogni certezza fosse evaporata. Evidentemente, c’è un prezzo da pagare per viaggiare nel tempo, per rimanere sull’onda più alta del mainstream. Una sorta di patto col diavolo.

Hyperspace galleggia in uno spazio nebulizzato che non è esterno, ma che risiede all’interno, nello stato d’animo dell’autore, senza confini, in una dimensione malinconica, sintetica, emotiva ed amara nella quale è palpabile un evidente stato di solitudine e di confusione.

Rispetto alle precedenti produzioni, Hyperspace è un cambiamento di rotta che, inevitabilmente, riflette la sfera privata di Beck: il divorzio con Marissa Ribisi, dopo 15 anni di matrimonio, e il dietro-front in merito alla sua adesione a Scientology, contrariamente a quanto aveva affermato in passato.

Gli ultimi articoli di Andrea Musumeci

Condivi sui social network:
, , , ,