Bang Bang Vegas
Party Animals
hard rock, blues
_______________
Vi piace il rock blueseggiante? Ecco Party Animals, l’album d’esordio dei Bang Bang Vegas.
Loro si descrivono come tre ragazzi uniti dalla passione per il rock, il blues e la California.
E infatti il loro primo E.P., uscito nel 2013 proprio nell’anno della loro formazione, si intitolava L.A. Times.
Da allora sono cresciuti al suono di chitarra, basso e batteria nel circuito underground milanese, riuscendo a ritagliarsi uno spicchio di notevole interesse tra inediti e cover dei mostri sacri del rock dei Sessanta e Settanta.
Da dove nasce Party Animals?
“Abbiamo semplicemente voluto fare un disco di festa, di sensazioni, di libertà, di una vita dove il bisogno primario è quello di divertirsi come se fossimo in uno stato animale, selvaggio”.
Ma, precisano, “senza troppo leggere tra le righe”.
Si parte con la title-track, un brano dal ritmo ammaliante, proprio come la successiva Lights Out! (Flash! Dance!), costruita con originalità intorno a un riff di chitarra elettrica semplice ma estremamente efficace.
In Single e nel primo estratto, Sweetest Crime, ritrovo ancora questa aspirazione alla non banalità che si sintetizza in degli arrangiamenti ricercati nella giusta misura, senza essere timidi e senza esagerare.
Ci sono anche influenze di un certo glam-rock che a chi scrive non dispiacciono, oltre a chorus interessanti.
I Don’t Mind ha un’apertura quasi country che sfocia subito in un mood molto west-coast su cui si potrebbe addirittura ballare.
But You’re 17 riporta per un soffio il sound al buon vecchio rock mentre I Wanna Be Rich, che chiude, lo fa con il sapore di una ballad acustica di quelle on the road, ed è forse il pezzo più carino in assoluto.
E così, in un battito di ciglia (il che potrebbe anche essere un merito) il cerchio già si chiude. E dico già perché, nel complesso, il suono di questi ragazzi non è male per niente. Magari qualche traccia in più avrebbe reso il lavoro più tondo, ma di sicuro è meglio utilizzare solo sette brani piuttosto che dei riempitivi.
Nel complesso rimane la sensazione che manchi qualcosa. Forse il pezzo che spacca. Forse altro. Non lo so.
I propositi sono ottimi, la materia prima buona, e io sono fiducioso per il loro futuro.
Amazon Music Unlimited, tutta la musica che vuoi,
dove vuoi, ad altissima qualità!
In qualità di Affiliato Amazon, riceviamo una piccola percentuale dagli acquisti idonei. Usando i nostri link, quindi, non spenderete un centesimo in più, ma contribuirete al mantenimento del sito.
Gli ultimi articoli di AGab
- Eryn: Lady E - May 28th, 2018
- Skid Row: recensione concerto del 21 maggio 2018 (Druso, Bergamo) - May 22nd, 2018
- Pino Scotto: Eye For An Eye - May 2nd, 2018
- Gianluca Magri: Reborn - April 11th, 2018
- Zagreb: Palude - February 27th, 2018
