Apparatjik: Square Peg In A Round Hole

Tornano col loro secondo lavoro Square Peg In A Round Hole gli Apparatjik. Per gli amanti dell'indietronica che sono disposti a trascurare l'originalità di una produzione

Apparatjik

Square Peg In A Round Hole

(Cd, Autoproduzione)

elettronica, indietronica

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Apparatjik- Square Peg In A Round HoleCon il loro curioso nome di origini olandesi, tornano gli Apparatjik, band formata dal bassista dei Coldplay Guy Berryman, da Magne Furuholmen, chitarrista e tastierista degli A-Ha e da Jonas Bjerre, chitarrista e cantante dei Mew.

Questo Square Peg In A Round Hole resta in bilico fra le produzioni dei Royksopp, degli LCD Soundsystem e dei Groove Armada, con solo qualche accenno più deviato verso l’IDM, seppure si distacchi parecchio per originalità dai prodotti citati.

Time Police da inizio alle danze con un brano electro-disco molto piacevole che termina in un tripudio di distorsioni quasi acid.

Più notturna ed affine a certi gruppi indielectro molto di moda oggi è Sequential, buon brano tradito però da un cantato simil-rap femminile che lo rende un’imitazione di certe produzioni commerciali alla Lady Gaga.

Con Your Voice Needs Subtitles, si sale di livello: base acida e riminescenze alla Caribou, la rendono uno dei pezzi più intriganti di questo secondo lavoro degli Apparatjik.

Signs Of Waking ci introduce in un ambiente affine ai Royksopp e seppur piacevole, risulta assai facilmente dimenticabile, così come inutile e fuori luogo è il seguente minuto e mezzo di distorsioni industrial di Pakt.

Combat Disco Music ci riporta nell’indietronica più commerciale con un forte connotato anni ’80, mentre Do It Myself potrebbe essere una b-sides di Pharrell o degli Outkast e non brilla per particolarità.

Si giunge poi a .,,. (Dot Comma Comma Dot), una probabile hit se spinta nella direzione giusta.

(Don’t Eat The Whole) Banana purtroppo si rivela come l’ennesimo brano poco interessante di questa produzione che seppure molto curata come sonorità non suscita stupore per originalità

Con le influenze etniche di Gizmo, uno dei brani più belli, si arriva alla conclusione con la breve Super Positions, 1 minuto e 30 di solo voce e Control Park, caratterizzato da una bellissima e cupa tensione IDM.

Probabilmente questo album degli Apparatjik resterà relegato ad una nicchia di pochi ascoltatori ed è un peccato perchè il sound c’è, la voce pure, ma sono le idee che scarseggiano. Qualche brano interessante di discreto appeal, però, c’è e se qualche dj vuole proporre qualcosa di sconosciuto ma che, probabilmente, non lascerà traccia alcuna, si può accomodare.


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Fabio Busi
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