Anathema: Universal

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Anathema

Universal

(Kscope)

progressive rock, doom, symphonic rock

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Anathema- UniversalAnathema! Non credo che i formalismi siano necessari per descrivere uno dei gruppi ormai più poliedrici della recente storia del Rock. Parliamo di uno di quei gruppi che ormai restano quasi infastiditi da ogni genere di catalogazione. L’enorme dinamismo che ha toccato la carriera degli Anathema, dal doom al death metal, dal gothic al prog metal, rifiuta oggi qualsiasi marchio di genere. E il vortice, ormai scolpito anche nell’Olimpo del Rock, funziona da diversi anni.

Gli Anathema inaugurano il 2013 senza troppe idee, ma con un doppio live, Universal, registrato durante il concerto del settembre 2012 in Bulgaria, con la Plovdiv Philarmonic Orchestra.

Ancora si sente nell’aria quel magnifico dialogo d’amore cupo e sofferto di Untouchable, parti 1 e 2, contenuto sull’ultimo album Weather System del 2012. Due cuori inavvicinabili, due anime che, sole nel buio oppressivo di un’aria metropolitana schiacciante, trascendono e comunicano guardando il punto in comune che può essere solo quella luce che accarezza i loro volti nello stesso secondo, nello stesso istante.

Ed è proprio da qui che Universal apre le danze, ossia rendere omaggio alla narrazione di Untouchable regalandole forma, teatro e realtà. I violini dell’orchestra viaggiano nell’aria, creando un perfetto connubio con le voci passionali di Lee Douglas e Vincent Cavanagh, davanti ad un pubblico completamente stregato che, in religioso silenzio, si abbandona alla profondità dell’atmosfera.

La terapia Universal continua con altri pezzi pescati dall’immediato passato, come Dreaming Light. Una delle monete d’oro degli Anathema. Vento di eleganza e di malinconia  che soffia nel teatro, spinto dalla tastiera di Daniel Cardozo, decisa e coinvolgente

Scorrendo da pezzi recenti come Universal o The Beginning of the End, si passa al secondo cd; carrellata di canzoni da repertorio. Si parte con la stupenda A Natural Disaster, pietra miliare di ogni concerto. Come fu nell’esibizione dell’Hellfest 2011, l’emozione è la stessa: chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare da una canzone che non ha bisogno di alcuna descrizione.

Si chiude con Frigile Dreams, creatura di Alternative 4, album del 1998, forse il migliore dopo il ben noto cambio di rotta degli inglesi Anathema. Il compito di Vincent Cavanagh qui è facilitato da un pubblico che, avendo ormai le parole di questa canzone scritte in modo indelebile nella memoria, lo accompagna nella performance. Sublime.

Di solito le release live vengono utilizzate per lucidare il nome di una band in attesa di un nuovo album. Al pubblico arriva una sorta di messaggio che allontana il legittimo pensiero che un gruppo si stia rilassando. Ma il concerto che ha dato vita a questo doppio live non è l’esibizione anonima al solito pub plurisponsorizzato newyorkese, non è una performance pescata senza criterio logico dal sacco dei ricordi, non è Acoustic Samurai di Paul Gilbert, ma è esaltazione dell’arte, è vera musica che rimbomba tra gli spalti di un teatro; insomma, la proclamazione definitiva del formidabile tour del 2012 del gruppo inglese.

Gli Anathema sono ancora caldi e ancora inquieti. Universal (disponibile anche in DVD) è un ottimo ponte in attesa del nuovo album, previsto, al momento, per maggio 2014. Bene così! Sempre in ascesa!

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