Aliceland: Pensieri raccolti

Alice Castellan, in arte Aliceland, esordisce con il suo primo LP Pensieri Raccolti: un disco intimo dal sapore pop classicheggiante

Aliceland

Pensieri raccolti

(Autoproduzione)

pop

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Aliceland- Pensieri raccoltiPensieri raccolti è l’album d’esordio della cantautrice italiana Alice Castellan, in arte Aliceland. Il disco è un viaggio nei meandri dell’intimità della cantante, che si mette a nudo nei testi da lei scritti e arrangiati dal bassista Andrea Terzo, conosciuto nella precedente collaborazione con la band Nobelium formatasi nel 2001. Dalla nascita del progetto musicale di Alice Castellan sono passati più di 10 anni che confluiscono tutti in Pensieri raccolti.

Il disco si compone di 14 tracce inedite in cui ad essere protagonista è la voce di Alice, che, con virtuosismi e una tecnica forse anche troppo perfetta e regolare che le permette di sperimentare poco, comunica un travaglio interiore la cui causa principale è l’amore. Le influenze del pop classico italiano (alla Elisa per intenderci) sono avvertibili fin dalle prime note del brano d’apertura Immagina, ma anche il debito nei confronti della cultura musicale popular inglese non è indifferente soprattutto nelle canzoni dai testi anglosassoni. Il sostrato strumentale si mantiene per quasi tutta la durata del disco su stessi espedienti melodici che si ripetono in modo abbastanza simile, ad eccezione di brani come Secret Mountain o Sand and silence, che adottano soluzioni leggermente più ritmiche e si discostano dal tessuto liricheggiante principale.

Maggiormente riusciti sembrano essere i brani in lingua inglese, nonostante la pronuncia che lascia un po’ a desiderare, in cui forse lo stile di Alice si sposa in modo migliore con l’arrangiamento musicale che combinato con l’italiano fa pensare a tempi un po’ andati e per fortuna oggi superati.

Questo primo lavoro quindi ha forse troppo il sapore di un’autoproduzione sicuramente meticolosa ma ancorata a strutture melodiche molto impostate e monotematiche seppur nella loro profondità. Non è tuttavia un disco da buttare o da dimenticare, ma una tappa di una ricerca che ha ancora una lunga strada davanti a sé.

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Ivonne Ucci
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