Aftershock: The Attack

Gli Aftershock tornano con The Attack, un indie rock che si tinge di grunge ma che, soprattutto, è un fiume in piena di emozioni
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Aftershock

The Attack

(CD, Believe digital)

indie rock

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Aftershock The AttackGli Aftershock con The Attack arrivano alla loro secondo uscita, dopo il debutto di qualche anno fa Non c’è vita su marte.

Ed il titolo del nuovo lavoro rende molto l’idea di ciò che si vuole trasmettere ed emanare attraverso i brani e le musiche create per emozionare, sconvolgere, scatenare.

Sette tracce, sette brani dal genere indie rock che raccontano situazioni riguardanti il mondo esterno, i sentimenti e le emozioni dei componenti del gruppo.

Le tracce si susseguono con una naturalezza che pare di seguire lo stesso filo conduttore di una storia, che si presenta premendo play  e ci accompagna fino alla fine dell’album semplicemente cingendoci le spalle in un lieve abbraccio.

A new life apre l’album, quasi ad aprirci il varco verso ciò che ci attende, una nuova vita, un nuovo colore.

The Attack, brano omonimo dell’album, ci porta verso una scatenata ombra rock con punte di grunge, a far da padrona una voce strisciata, sporca, a tratti imprecisa e affascinante accompagnata da una chitarra che ricorda vagamente l’autosufficienza di Cobain.

Addiction riprende a tratti le onde navigate dai 30 Seconds To Mars, con una voce sussurata, soffice e batteria costante.

City lights, a mio avviso, è un pezzo che potrebbe essere ben apprezzato dalla critica in generale. Orecchiabile, entra nelle corde con pause subliminali, tocca punte di post grunge rievocando sfumature synth.

Sette brani non sono pochi se hanno all’interno le giuste dosi di armonia e caparbietà di fare musica.

Una band in crescita che ha molto da offrire.

 

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Carla Bottiglieri
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