Metz: recensione disco omonimo

Metz, una band e un disco omonimo dal freddo Canada. Ma l'assalto sonico che propongono è frutto di una potenza di fuoco che fa del punk rock e del noise più di una semplice cifra stilistica. Scarica gratis l'Mp3

Metz

Metz

(Cd, SubPop)

noise

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metzLa più grande bugia punk rock è che, secondo alcuni, chiunque può farlo. Certamente tutti possono fare musica punk rock, ma creare quell’arte distruttiva piena di impulsi, è opera di pochi.

Toronto, potenza trio, i Metz suonarono il loro primo show alla fine del 2007 e, da allora, hanno effettivamente applicato la teoria di Malcolm Gladwell sul Beatles , vale a dire, che ci vogliono ben 10.000 ore di pratica per diventare come loro.

Cinque anni tra il loro debutto dal vivo e un album registrato, non sono frutto di pigrizia, ma di precisione, ed infatti i Metz si sono rapidamente affermati come la band più brutale della città, distillando la loro set-list in 29 minuti di puro caos e di arte resa.

I Metz tendono a iniziare canzoni con un elemento isolato che innesca immediatamente una bomba ad orologeria, un conto alla rovescia per il momento in cui la band scoppia all’unisono. Potete vedere la tempesta quando Menzies, Edkins e il bassista Chris Slorach, si scatenano in Negative Space o  assistere alla demolizione in Knife in the Water, come un attacco a sorpresa.

Ma mentre si coglie abilmente la ferocia della band, scorgiamo una granulosa superficie che amplifica le qualità corrosive del suono della band e il tono strozzato, che porta crudezza alla voce di Edkins e che  serve ad accentuare alcuni degli elementi più sorprendenti del mix – come gli ascendenti “ahhhhh” armonie che forniscono un due secondi di tregua dall’assalto di Headache. Il titolo di quella canzone e altri come Rats, Nausea e Sad Pricks forniscono una nota misantropica che però non trascina mai l’album verso il basso.

Invece, come un pre-fama Kurt Cobain, Edkins canalizza le sue ansie in versione maniaco con una certa spavalderia insolente. In Wasted, si ottiene un assaggio di ciò che Nirvana avrebbero suonato se fossero ancora esistiti.

Con Wet Blanket l’hardcore ne diventa protagonista, mentre  You Made Me Realise emerge come una bestia ferita, in grado di evocare una forte intensità elettrica.

Insomma, Metz è un album ricco che riprende le sfumature grunge degli anni’90, fino a rievocare artisti come i Pixies, MC5, Nirvana, contornando il tutto con melodie ritmiche, facili da ricordare e virtuosismi chitarristici di grande rilevanza.

Un trio da non sottovalutare.

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Carla Bottiglieri
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