Quarzomadera
Zyra
(Vrec Records)
rock
Dopo quattro anni di silenzio, ecco ripiombare sulla scena i monzesi Quarzomadera che sfoderano una prestazione granitica con questo Zyra, ispirato al film di fantascienza del 1951 “Quando i mondi si scontrano” diretto da Rudolph Matè.
Il sound della band si è fatto ancora più duro, ispirato da gente come Melvins, Black Sabbath e un certo tipo di stoner legato ad artisti del sottobosco come i Fu Manchu.
In tutto questo va detto che il trio riesce a fondere in maniera perfetta la pesantezza delle chitarre con l’uso tutto italiano delle melodie, dando a ogni singolo brano una caratterizzazione di immediatezza.
Rumore e Dolore e Serpi, ad esempio, vertono su la contrapposizione tra chitarre pesanti ed un chorus quasi sussurrato che rende il tutto davvero magnetico. Quando poi i tre usano il bastone e non la carota, ci troviamo dinnanzi ad una serie di pezzi molto interessanti come l’opener Casi Diversi Vite Diverse che ricorda i sottovalutati Firebird o come Alchimia che sembra essere uscita da qualche Desert Sessions di fine anni novanta.
Pur trovandoci dinnanzi ad un sound derivativo, il pregio di Zyra sta nel fatto che le canzoni hanno la capacità di reggersi su basi solide che le porteranno ad essere ascoltate anche tra anni.
Con Urano il sound chitarristico, compresso e duro, fa l’occhiolino ai primi Queens Of The Stone Age, mentre in Litosfera sembra di ritornare indietro negli anni settanta quando gente come i Blue Cheer infiammava letteralmente i palchi di mezzo pianeta.
Siamo dinnanzi, dunque, a un platter di qualità che rappresenta un ulteriore passo in avanti all’interno della discografia dei Quarzomadera, a cui va fatto un plauso speciale per l’uso coraggioso dell’idioma italiano.
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