Noam

Dall’incontro di tre teste pensanti che in passato hanno già dato il loro (prezioso) contributo alla musica italiana, non può che uscirne qualcosa di speciale. Noam, per l’appunto

Noam

s/t

(Cd, 42 Records)

indie pop, alternative rock

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noamI Noam nascono dall’esigenza di rendere in lingua italiana ciò che di meglio ha popolato la scena alt-rock internazionale. E questa urgenza è tangibile nei 7 brani del primo album omonimo di questa nuova realtà torinese, frutto dell’incontro tra Tommaso Cerasuolo (Perturbazione) e il nucleo dei Chomski, composto da Luca Morena ed Enrico Manera (ex Lalli e Bandamanera).

Un tale connubio di artisti non poteva che dare vita a qualcosa di innovativo, che affonda le proprie radici nel rock radicale e nel pop alternativo (l’humus dell’underground italiano), ma che in corso d’opera prende forma propria. Due voci che si rincorrono e armonizzano all’interno di ogni pezzo, che cantano storie intime e domestiche e si completano integrandosi con una strumentazione essenziale e casalinga.

Noam è un album dolce e malinconico, dal sicuro spessore e dalle eteree atmosfere, a metà strada tra la ninna nanna (Minima (Colpa)) e ritmi più incalzanti (Stazioni) che, sempre con estrema semplicità ed equilibrio, narra del nostro quotidiano, dal tempo che passa all’amore, dall’apparente diversità (Opinioni) ai ricordi (Solo andata).

Un progetto questo che, seppure al suo esordio, ha già forma concreta e ben delineata, con la quale sono certa riuscirà a ritagliarsi il proprio spazio all’interno del nostro panorama musicale. Speriamo che non venga considerato, come troppo spesso accade, solo ed esclusivamente un prodotto ‘di nicchia’.


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Simona Fusetta
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