Miles Davis: dal bebop all’hip-hop

“Non suonare quel che c’è lì, suona quello che non c’è” (Miles Davis)

Miles Davis (1926-1991) è uno dei massimi protagonisti del jazz moderno e contemporaneo, e in senso generale di tutto il Novecento sonoro.

Non c’è novità stilistica che non l’abbia visto fra i principali protagonisti, se non fra gli ideatori. Davis è stato un maestro della tromba, che suonava con lirismo incompara­bile, e un improvvisatore di genio assoluto; un uomo dal talen­to sconfinato ma anche dal carattere difficile, ambizioso ed esigentissimo; un collezionista di donne bellissime e intense, ma anche una persona profondamente legata alle sue radici afroamericane.

È stato un punto di riferimento della vita jaz­zistica, e più in genere musicale e sociale, dal dopoguerra all’e­poca della collaborazione con Gil Evans e John Coltrane, dagli anni del jazz-rock alla sua finale assunzione in una sorta di pantheon mediatico.

Miles Davis – Dal bebop all’hip-hop, il libro di Luca Cechiari, è lo strumento ideale per carpirne i segreti, apprezzando tutte le sfumature del suo talento e della sua straripante umanità.

Cerchiari è un musicologo e critico musicale, è uno dei massimi esperti europei di jazz e musica americana. Docente uni­versitario di musica afroamericana dal 1997, ma anche di editoria, discografia e videografia musicale, ha pubblicato come autore o cura­tore una ventina di saggi e volumi.

Miles Davis – Dal bebop all’hip-hop

di Luca Cerchiari

Feltrinelli Editore

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