MEI 2009, 27-28-29 novembre – Faenza

Tre padiglioni espositivi, cinque tendoni adibiti ai live, tanta gente, flyer ovunque, oscuri metallari, fashion victim, emo, punkabbestia, scanzonati cantautori e tutte le facce che compongono e frequentano l’underground indipendente italiano! Questo è il MEI: una figata pazzesca!

MEI 2009

Faenza, Teatro Masini e Fiera, 27 – 29 novembre 2009

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budspencerbluesexplosionTre padiglioni espositivi, cinque tendoni adibiti ai live, tanta gente, flyer ovunque, oscuri metallari, fashion victim, emo, punkabbestia, scanzonati cantautori e tutte le facce che compongono e frequentano l’underground indipendente italiano! Questo è il MEI: una figata pazzesca.

Arriviamo, da Roma, venerdì ad ora di cena ed è subito festa…una pizzetta al volo e poi entriamo nel bellissimo teatro Masini di Faenza, la cornice perfetta per il PIMI (Premio Italiano Musica Indipendente). Durante la Manifestazione vengono premiati Dente (Miglior Album), Zu (Miglior Gruppo), Beatrice Antolini (Miglior Solista), Calibro 35 (Miglior Tour), Trovarobato (Miglior Etichetta), Giancarlo Frigeri (Miglior Autoproduzione), Enrico Gabrielli (Miglior Produzione Artistica), Manuel Agnelli (Miglior Produzione Discografica), Dorian Gray (Premio Speciale), Mariposa (10 Anni di Carriera) e Samuel Katarro (Premio fuori dal Mucchio). Tra gli altri si esibiscono live anche Niccolò Fabi e Samuele Bersani, ma la standing ovation è per i Calibro 35 che con un breve set infuocato hanno veramente esaltato tutto il pubblico. A mezzanotte e mezza tutto tace, la cittadina è viva, ma dopo un paio di birrette si va a dormire per riposare le orecchie in previsione della maratona che ci attende nei giorni a seguire.

Alle ore 9:00 si aprono i battenti della fiera di Faenza. Tre passi oltre l’ingresso e si è già sommersi da una serie di suoni che provengono da ogni parte della fiera. I palchi per le band sono veramente ovunque.  E’ ancora presto, la fiera è semivuota e i primi gruppi che si esibiscono suonano di fronte a un pubblico veramente esiguo, ma l’importante è esserci. I padiglioni espositivi sono molto confusionari, ma sembrano  un sogno per chi ama veramente la musica indipendente. Vedere le ceste di vimini poste sui banchi delle etichette discografiche riempirsi di demo man mano che i minuti passano fino quasi a strabordare è emozionante e quasi commovente. Le radio che trasmettono direttamente dalla fiera passano i dischi che gli vengono lasciati dalle band.

Ci sono chitarre di strane forme e colori, batterie con fusti immensi, bar sovietici o campagnoli…c’è di tutto. C’è chi gioca a Guitar Hero, chi si iscrive ad un contest, chi bacia la propria demo prima di imbucarla, chi prega, chi bestemmia, chi contesta lo stand dei Musicisti Padani (indipendentisti tra gli indipendenti?!?!)  e chi lo difende…insomma un casino assurdo!!!

A mezzogiorno la fiera è già piena e viva. Nello stesso istante si suona metal da una parte, funky dall’altra, folk in una tenda, un tizio con un furgoncino della Volkswagen (TAO con il suo Love Bus) va in giro a cantare pezzi di Elvis, Dylan e compagnia bella…questa è BABILONIA!

Dalle 17 in poi inoltre si inizia a suonare anche sul tettino del Tour Bus degli LN Ripley di Torino, il volume non è soddisfacente, ma l’impatto scenico è veramente unico. Sarebbe impossibile parlare di tutti i gruppi che hanno suonato durante la giornata perché sono stati veramente troppi, ma una nota di merito va a Indipendulo, manifestazione nella manifestazione organizzata dall’etichetta Trovarobato che ha dato spazio ad alcune delle realtà emergenti più in forma del momento.

Un nome su tutti che necessita di essere fatto è quello dei Bud Spencer Blues Explosion che con il loro set al cardiopalma hanno veramente lasciato tutti noi senza parole. Inoltre nell’Aula Magna si svolge un interessante (ma effettivamente lungo) convegno sull’indipendenza nelle sue varie forme artistiche, fortemente voluto da Manuel Agnelli e presieduto dal direttore di XL Luca Valtorta. Si è parlato di libri con Niccolò Ammanniti, di fumetti con una delegazione della Panini e alcuni disegnatori, di teatro e di musica.

Domenica il programma si ripete, tutto tranne i live sul tour bus ed il convegno, ovviamente i nomi delle band cambiano.

Ma in conclusione…il MEI è utile? Non saprei. Per chi deve promuovere un progetto, direi di no, o meglio l’utilità sta nel fatto che si risparmiano le spese di spedizione e le file alla posta per far arrivare il demo all’etichetta, ma nessuno ti fa un audizione al MEI. Per chi suona il discorso è complicato perché ti può capitare di suonare di fronte a 5 persone come a 200, ci vuole un briciolo di fortuna. Per chi espone invece direi di sì, possibilità di farsi conoscere e di prendere contatti con i lavoratori del settore.

Il MEI è bello? Anche qui dipende. A me personalmente è piaciuto tantissimo. Ci si rende conto del fatto che c’è un movimento che tanto silenzioso non è. Ci si rende conto che di gente che suona e fa suonare ce n’è molta, certo non abbastanza, ma comunque molta. Sicuramente ascoltare un cantautore chitarra e voce, mentre nel tendone di fianco si esibisce un gruppo death-metal non è il massimo, ma lo spirito suppongo che dovesse essere ‘cerchiamo di dare spazio un po’ a tutti’.

Bisogna ricordare sempre che il MEI non è un Festival, ma un Meeting, un punto d’incontro…Ci riandrò!

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Eugenio Battaglini
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