Lycia: recensione di Casa Luna

Casa Luna è un magico giro di giostra nel mondo introspettivo e profondo dei Lycia avviluppato in un suono unico e irripetibile, per i vecchi fans sarà una sorta di homecoming per i neofiti un'ottima base di partenza.
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Lycia

Casa Luna

(Avangard Music)

ethereal, darkwave

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Lycia-recensione-Casa-LunaA tre anni dall’ultimo full lenght, tornano sul mercato i Lycia, una delle band più ispirate e seminali della corrente darkwave e dell’intera controcultura goth, con l’incantevole EP Casa Luna su Avangard Music che da pochissimo ha ristampato per la prima volta in vinile il capolavoro Ionia (1991).

Capita raramente che la classe si sposi in maniera assoluta con il talento, quando questa sorta di congiunzione astrale si compie avviene una sorta di miracolo terreno e resta una sola cosa da fare, togliersi il cappello.

Parliamo dei pionieri assoluti della darkwave e dell’ethereal: per AllMusic The Burning Circle And Then Dust del 1995 spicca fra i momenti più elevati del dark rock americano, mentre Post-Punk.com e Alternative Press includono Cold del 1996 tra i dischi più validi del genere.

Insomma senza girarci troppo intorno parliamo di Storia e di un sound personalissimo sospeso tra sontuosi paesaggi sonori, strati sovrapposti di chitarre effettate, tastiere cupe stracolme di atmosfera, drum machine riverberate sotto le voci impareggiabili di Mike, roca ed ombrosa, e di Tara, melodica e angelicata.

I Lycia, nati a Tempe (Arizona) dal genio di Mike VanPortfleet (unico membro stabile dagli esordi) ed attualmente sublimati dalla presenza di Tara VanFlower, John Fair e David Galas, evidenziano ancora una volta il loro perenne stato di grazia, non un attimo di stanca, nessuna copia di loro stessi, solo un enorme patrimonio emotivo tradotto nei sei brani contenuti in Casa Luna, naturale propaggine di In Flickers, totalmente immerso nella magistrale alternanza tra percezioni ritmiche e pure espansioni oniriche.

Anche se nell’episodio più recente si percepisce un maggiore desiderio di sperimentazione, vedi il rumorismo obliquo di Do You Bleed, il noir flamenco di On The Mezzanine o i break sequenziati di Salt & Blood è lo stesso Mike a sottolineare la similitudine tra i due lavori: In Flickers e Casa Luna sono le uscite più puramente Lycia in senso assoluto.

Originariamente progettato per essere uno split 7″ con il brano A Quiet Way To Go, il disco ha in seguito accolto materiale aggiuntivo fino ad evolversi in un EP.

Casa Luna racchiude alcune ri-registrazioni a base di synth di un paio di pezzi scritti da John Fair e Mike VanPortfleet (Except e Galatea) nel 1989, fino ad ora editi solo in abbozzate versioni demo.

Il viaggio, breve ma intenso, inizia con la morbidezza celestiale di A Quiet Way To Go dall’incedere lento e nostalgico, dove la voce soave di Tara tende la mano ai toni oscuri di Mike per fondersi in una amalgama esemplare.

Si cambia subito registro con la successiva Do You Bleed, sperimentale, storta, malata, dove riemergono gli indimenticabili retaggi goth-industrial legati a doppio filo con alcuni baluardi della vecchia produzione.

Le vere sorprese sono da cogliere nella quarta traccia, On The Mezzanine, fugace intermezzo dal sapore dark-flamenco impreziosito da uno struggente arpeggio di chitarra e in Salt & Blood, dove lo stesso mood viene amplificato dall’universo sovrannaturale dei Lycia già evidente nella foto copertina scattata da Tara.

A chiusura di un cerchio magico, le due composizioni scritte nel 1989 e mai pubblicate fino ad ora, se in Except i sintetizzatori spalmati su un tappeto ipnotico fanno da base ad un beat ossessivo di pura darkwave, è con Galatea che la band si supera tirando fuori la hit per eccellenza, una sorpresa armonica piena di fascino. Galatea sa di spazi aperti, sconfinate praterie, cieli limpidi macchiati solo da cirri maestosi, vagheggio l’ascolto seduta in macchina con la testa appoggiata al finestrino e lo sguardo perso a rincorrere le immagini in sequenza come in un film, il vento tra i capelli e nei pensieri, conta solo la strada non ancora percorsa, il passato non esiste, siamo ancora vivi e nutriamo speranze.

Casa Luna è un magico giro di giostra nel mondo introspettivo e profondo dei Lycia avviluppato in un suono unico e irripetibile, per i vecchi fans sarà una sorta di homecoming per i neofiti un’ottima base di partenza per scavare nel passato artistico di questa straordinaria formazione e goderne a pieno, con tutti i sensi.

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Elisabetta Laurini
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