Lana Del Rey: promessa annunciata o flop per caso?

il 30 gennaio è uscito Born to die, tra un grande numero di polemiche e un attesa sempre più crescente durante questi ultimi mesi, che sembrano però aver segnato l’inesorabile ascesa di una delle cantanti più interessanti e discusse degli ultimi anni

Lana Del Rey

Born To Die

(Cd, Interscope)

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lana del rey born to dieAll’anagrafe è Elizabeth Grant, 24 anni, nata a New York e figlia del milionario Rob Grant, che ha fatto la sua fortuna gestendo domini internet. Noi la conosciamo come Lana Del Reynome d’arte composto (riferito all’attrice Lana Turner e alla storica Ford Del Rey). All’apparenza sembra solo una qualunque ragazza americana nata da famiglia agiata che per noia si dà alla musica e commercializza un primo album su Itunes (senza alcun successo) grazie all’aiuto economico del padre; in realtà, a pochi giorni dall’uscita di Born To Die è già sulla strada per diventare un vero e proprio fenomeno mondiale.

È già stata definita la nuova Lady Gaga, la nuova Adele, anche se stilisticamente ha poco o niente in comune con le due colleghe, e il suo album è pronto per arrivare in vetta alle classifiche. È inevitabile che da un successo di dimensioni tali e di questa rapidità nasca una divisione tra chi in Lana Del Rey vede la “nex big thing” del 2012, e chi invece la critica pesantemente, definendo la ragazza priva di talento e il suo successo costruito.

Le polemiche nei confronti della bella ragazza newyorkese sono tante, alcune legittime, altre forse gratuite. Di recente, infatti, Lana Del Rey si è esibita al Saturday night live, sfoderando una performance che anche i maggiori sostenitori della cantante farebbero fatica a riascoltare. Cantando Video Games, il suo primo singolo è andata spesso fuori tempo, stonando e dando pochissima spinta vocale al pezzo.

Ci sono poi le accuse di plagio nei confronti della cantante, che avrebbe tratto proprio il suo primo singolo da una canzone greca del 1991 di Eleni Vitali, intitolata Dromoi Pou Agapisa, e infine le voci che insinuano che il celere ritiro dell’album Lana Del Ray A.K.A. Lizzy Grant da Itunes sia stato dovuto alla scarsa qualità del prodotto (come lo sono spesso i primi di lavori di artisti, anche internazionali) e alla volontà di non condizionare l’ascesa del personaggio, scelta comprensibile più che criticabile.

Niente da dire sull’esibizione al Saturday night live, disastrosa sotto molti punti di vista, ma che se  confrontata con altre performance live (per esempio i live a BBC radio 1 o al Later with Jools show) sembra essere stata un flop unico e dovuto forse all’ansia da palcoscenico.

Etichettare poi Video Games, che ad oggi conta 23 milioni di visualizzazioni su Youtube ed è già un successo internazionale, come plagio di un brano semi-sconosciuto di una cantante greca uscito 20 anni fa, pur considerando che in alcuni punti la somiglianza tra i due pezzi è evidente, è forse esagerato. Anche ammettendo, infatti, che Video Games sia stato ispirata dalla canzone di Eleni Vitali, i brani, nella loro totalità, sono lontani anni-luce.

Quello che rimane è che Lana Del Rey si presenta al grande pubblico con due singoli – che anticipano il disco – che spopolano su Youtube  e in radio, con una voce nuova, profonda e graffiante ma dolce quando serve, uno stile retrò da diva anni ‘50, ma soprattutto un album originale e tutto da scoprire, dalle sonorità che oscillano tra Indie Pop e Soul, arricchite spesso da violini e pianoforti che evocano ambienti noir e atmosfere vintage oggi come non mai tornati di tendenza. Non esiste un via di mezzo per Born to die, sarà uno dei grandi successi del 2012 , un flop stroncato dalla critica o, più probabilmente, uno dei grandi successi del 2012 stroncato dalla critica.

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Roberto Consolo
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