Intervista ai Fabryka

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Tempo fa ci eravamo occupati di Echo, il bell’esordio dei Fabryka. E dato che non è facilissimo trovare band italiane credibili in ambito indie rock e soprattutto indie pop… abbiamo deciso di conoscerli meglio.

fabryka

RockShock. Ciao ragazzi, innanzitutto partiamo dall’inizio. Come vi siete conosciuti e come è nata l’idea di fare musica insieme?

Fabryka inizialmente parte come un duo. Tiziana (cantante) e Stefano (batterista) si sono incontrati artisticamente per affrontare un progetto estremamente lontano dalle attuali sonorità. Il sound era incentrato tra programmazioni e voce, solo successivamente vista anche l’esigenza live abbiamo pensato di evolverci in “band”. A seguire sono entrati Agostino (basso), Raffaele (Tastiere) ed Alessandro (chitarra), evolvendo così anche il sound del progetto.

Perché il nome Fabryka?

Il nome Fabryka è stato scelto principalmente per il suono ed il significato di operosità e collaborazione. Un progetto musicale non è altro che scambio di idee e lavoro. Kieślowski con il suo corto ha aperto la strada.

Quali sono stati gli artisti e le band che più hanno influenzato il vostro background musicale?

Siamo 5 teste matte e molto calde. Ognuno di noi ha degli ascolti molto diversi ed è questo che rende la sala prove un ring su cui combattere senza pietà (scherziamo)… Passiamo dai Queens of the Stone AGe a Prokovief, dai Phoeniz ai Wilko. Su Deezer si può persino trovare una nostra personalissima playlist, dove ognuno ha espresso la sua preferenza. Qui la domanda la potremmo girare noi: “Riuscireste ad associare ogni brano a membro della band??”

Musica indie-rock in Italia, genere poco battuto e generalmente si preferisce importare artisti stranieri, che fa più “figo”, tralasciando gli artisti nostrani che propongono questo tipo di musica. Non vi sentite un po’ delle “mosche bianche”?

Il problema è proprio questo, in Francia ad esempio il “nazionalismo” ha creato una scena musicale forte ed affermata nel mercato discografico mondiale. L’esterofilia italiana??…. Non ci sentiamo delle mosche bianche o dei pionieri, speriamo solo che la bella musica un giorno non debba avere etichette o bandiere per essere apprezzata.

Parliamo di Echo. Recensioni positive un pò ovunque nei siti specializzati e un tour in giro per l’Italia con ottimo seguito. Sarete soddisfatti del buon riscontro di pubblico che vi segue nelle diverse date del tour.

Certo, la cosa che ci sta sorprendendo è iniziare a vedere sotto il palco un pubblico che canta le nostre canzoni, e pensate un po’, anche quelle in inglese. Crediamo sia partito tutto dall’operazione che abbiamo lanciato questa estate. Durante una serie di concerti esclusivi, organizzati dalla nostra etichetta, abbiamo lasciato in giro per l’Italia copie omaggio con alcuni dei nostro brani. Le regole all’interno obbligavano a chi avesse già ascoltato il CD di passarlo ad altri, amici, utilizzando l’hashtag come segno di passaggio e condivisione sul web ed i social. Un po’ come di faceva con le music cassette negli anni 90. Ci piace pensare che questi dischi possano ancora girare e vivere di vita propria portando nuova gente ai nostri concerti.

Di recente avete fatto due esperienze interessanti. La prima aprire la partita Sassuolo-Atalanta, la seconda suonare a Londra, terra dell’indie-rock. Com’è andata?

Suonare in serie A è stato un divertimento assoluto, soprattutto perché non è un contesto che ci appartiene. Per molti di noi è stata addirittura la prima volta in uno stadio e su di un campo di calcio. L’esperienza a Londra è stata molto più in stile Fabryka. Locale pieno, gente magnifica e merchandising esaurito in 5 min. Speriamo di ritornarci molto presto, magari con un tour che tocchi anche altre capitali europee…

Altri progetti per il futuro e a breve termine?

All is new in December è il titolo di un nuovissimo brano che regaleremo in questi giorni sul web. E’ un po’ il nostro regalo di natale.
Dopo le feste e le abbuffate lanceremo il secondo singolo. Il brano scelto è Un giorno perfetto e il video sarà curato dalla videomaker Valentina Dell’aquila, già collaboratrice di MEG e artisti indie molto interessanti.

 

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