Giorgio Poi: recensione di Schegge

Il quarto album del cantautore Giorgio Poi non delude le aspettative e guida a testa alta il ritorno del cantautorato.

Giorgio Poi

Schegge

(Bomba Dischi/Sony Music)

canzone d’autore, indie

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In un periodo della musica italiana caratterizzato da canzoni scritte a tavolino per scalare le classifiche e diventare il tormentone della stagione, si registra il grande ritorno del cantautorato, che sembra godere di ottima salute. L’ultima dimostrazione ci è arrivata dal Festival di Sanremo, con gli eccellenti piazzamenti di Lucio Corsi e Brunori Sas. E una riconferma ci arriva dal nuovo album di Giorgio Poi, vessillo di questo genere sin dagli inizi, allergico alle mode ma perfettamente inserito in esse.

Schegge è una nuova storia fatta di frammenti scagliati in direzioni diverse, a simboleggiare come da un’esplosione in realtà tutto riprenda forma. E i nove brani che compongono il disco sono 9 istantanee di vita, 9 racconti di sentimenti e riflessioni che ci legano a un sentire comune, a una sensibilità che è tangibile nella scrittura quanto nelle scelte sonore.

Si parla di amore, di addii, della decisione di darsi e fidarsi e di lasciare il certo per l’incerto. Tutti argomenti trattati nello stile del songwriter romano, con ironia, poesia e malinconia, usando un linguaggio elegante e ricercato, ma sempre diretto e immediato. E la stessa eleganza e raffinatezza la ritroviamo nei suoni, volutamente scarni ed essenziali, in cui la chitarra gioca con il basso a creare ritmi ipnotici (Giochi di gambe) o con le atmosfere ambient di un sintetizzatore moog (Delle barche e i transatlantici), dando vita a ballate o a motivetti che rimangono in testa al primo ascolto tra influenze del French touch e della nostra tradizione.

Interamente scritto, suonato e curato nei minimi particolari da Giorgio Poi, Schegge è la consacrazione di un artista maturo ma in continua crescita e alla continua ricerca di una forma di espressione personale e distintiva. Capace di strizzare l’occhio all’ambiente contemporaneo con mille collaborazioni (l’ultima con Franco 126) così come di riportarci indietro in un passato che non ci appartiene anagraficamente parlando, il musicista e produttore si rivela ancora una volta una solida e concreta realtà nel nostro panorama, pronto a dare prova del suo indiscusso talento con il tour che a breve lo porterà on stage in tutta Italia.

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