Fritz & Tony
The Party’s Over
Dark Vinyl Records
folk- noir, dark-jazz, dark-ambient, modern classic
Cosa accade quando due musicisti di elevato spessore e infinita esperienza si incontrano artisticamente sullo stesso terreno d’azione?
La risposta è una ed una soltanto, se due artisti seminali, con un passato importante vissuto con le rispettive band ma fatto anche di grandi collaborazioni esterne, mettono insieme il proprio bagaglio culturale, musicale, empirico e passionale accade inevitabilmente il miracolo.
The Party’s Over, debut album di Fritz & Tony, in arrivo il 12 settembre su Dark Vinyl Recors, ne è la dimostrazione lampante, il duo è infatti costituito da due leggende della musica internazionale, Tony Wakeford dei Sol Invictus e Fritz Hagal dei Sonne Hagal, coadiuvati per l’occasione da Matt Howden (Sieben), Risa Hara (Inanis Yoake) e Bo Rande (Blue Foundation).
Parliamo di un disco distopico, assai suggestivo e per certi versi alienante dove i testi sono protagonisti indiscussi, Fritz & Tony ci trascinano nel loro mondo interiore, nella tana del Bianconiglio, dove vengono scandagliati e sezionati sentimenti personali insieme alle patologie di questo mondo ridotto al collasso etico e morale così l’introspezione nuda e cruda si alterna ad asprissime critiche al capitalismo e a fermo immagine surreali di una società fuori controllo.
Registrato tra i cieli grigi di Londra, gli angoli crepuscolari di Berlino e Copenaghen, The Party’s Over descrive il disagio del presente con forza ed eleganza attraverso un sound peculiare che spazia dal folknoir al darkjazz passando per i territori modern classic e dark ambient, sulle trombe cupe, le aulicità del violino, la pienezza del piano e le texture glitch, si aprono le straordinarie linee vocali di Tony Wakeford, a tratti morbide e rassicuranti, altre inquiete, torbide ed inquietanti.
Il titolo è già sufficientemente esplicativo, The Party’s Over, la festa è finita, forse è davvero giunta l’ora della riflessione attenta e profonda, la title track accompagnata da un video molto emozionale, tra momenti filmati in sala d’incisione e scene di vita vissuta per le strade del mondo, recita versi che restano impressi in maniera indelebile, proprio come Blind, una delle tracce più riflessive e disarmanti “Saliamo scale che non portano da nessuna parte, i nostri giorni sono finiti, gli occhi chiusi alla notte….I nostri nuovi re sono pagliacci, il circo non lascerà la città finché non l’avrà bruciata tutta. I tuoi Dei sono ciechi ma lo sono anche i miei.”
Per un lavoro simile sarebbe importante, per non dire fondamentale, leggere e studiare a fondo le liriche, tradurle a dovere e metabolizzarle perché non capire fino in fondo il messaggio severo e allo stesso tempo poetico del duo significherebbe aver perso tempo.
Se invece si rimane alla superficie senza addentrarsi nell’universo testuale ci si trova catapultati in un sound ammaliante, pieno di oscurità e quasi privo di pertugi, le orchestrazioni magistrali anche quando volutamente scarne e prive di inutili orpelli come Children’s Laughter, The Night e My Friend si alternano ai momenti più sperimentali e dinamici di Eden Olympia e I’m Sorry, splendida traccia dall’incedere marziale dovuto a costanti richiami industrial
Harbour suona come un moderno madrigale mentre l’evocativa Rage e la dilatatissima Man Overboard rasentano quasi la spiritualità.
Più che un album The Party’s Over risulta come un’opera artistica da ascoltare in perfetta solitudine, magari di notte, rigorosamente in cuffia, Fritz & Tony hanno dato il via ad un esperimento poetico/sonoro che spero avrà presto un seguito.
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