Elio P(e)tri: Non è Morto Nessuno

Un giornalista non amante del cantautorato prova a cimentarvisi. Scelta non del tutto sensata, come non del tutto sensato appare questo album

elio p(e)tri

Non è Morto Nessuno

(Cd, Matteite)

indie, canzone d’autore

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elio-petriEmiliano Angelelli, in arte elio p(e)tri (dovrebbe scriversi così, in minuscolo e parentesi, come proposto nella cartella stampa), è un giornalista, di origini umbre ma adottato dalla capitale, non amante della musica cantautorale in genere. Eppure il suo primo lavoro, Non è Morto Nessuno, non è altro che una forma di cantautorato un po’ eclettica, che mescola un indie pop confuso, e non sempre di buon livello, ad un cantato poco espressivo ed a testi per la maggior parte poco apprezzabili dal punto di vista formale, e di dubbio contenuto.

Viene presentato come un cd avente “di italiano solo i testi”, a sottolineare il taglio “internazionale” voluto sviluppare dall’artista; purtroppo non si può dire che in questo caso la scelta sia diventata un pregio.

Non vi è nulla di particolarmente interessante in Non è Morto Nessuno, esclusi due brani: Sentiero rosso, basato su una deliziosa melodia leggera ed orecchiabile sviluppata in crescendo, con l’aggiunta mano a mano di diversi strumenti, e con una parte strumentale ben più lunga di quella cantata, che comunque, almeno in questa traccia, risulta azzeccata e gradevole anche nel testo; e la canzone conclusiva, La ricetta dell’uomo perfetto, un’allegro duetto dalla durata irrisoria, giocata su una lirica finalmente dotata di un’ironia smaliziata ed intellegibile e su una melodia di un country stilizzato (non molto blues, nonostante nel testo lo si definisca “il blues dell’uomo perfetto”).

Sfizioso, infine, anche il siparietto conclusivo presente alla fine dell’album, non originalissimo, ma simpaticamente frivolo. Riesce a strappare un sorriso al primo ascolto.

Molto male invece il brano Macelleria, che preferirei liquidare semplicemente con un aggettivo: brutto.

Per il resto, l’album risulta in gran parte mediocre, giocato su qualche motivetto accattivante cui però non si accompagnano arrangiamenti altrettanto ben fatti. Il che è un peccato, perché riadattate ed “agghindate” in maniera differente, alcune di queste tracce avrebbero potuto dare di più, risultare più complete e piacevoli all’ascolto. Con l’aggiunta magari di testi di maggior levatura.

Non so se questo Non è morto nessuno sia stato un esperimento voluto tentare dall’autore, oppure se voglia essere il primo mattone applicato ad una nuova possibile carriera. Fatto sta che il risultato non è convincente in positivo, anzi. Nonostante l’insufficienza non sia grave, in quanto non si può dire che si tratti di un vero scempio, il cd appare comunque come un prodotto di valore artistico al limite dello scadente (per certi tratti del tutto scadente), e con pochi picchi di qualità. E non mi è sembrato neanche di poter riscontrare del potenziale per futuri lavori. Vedremo se elio mi saprà smentire!

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Mauro Abbate
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