Dizzy Sunfist
Our Dream Is Not Dead
(Fat Wreck Records)
punk-rock, melodic hardcore
I Dizzy Sunfist vengono da Osaka e rappresentano una delle realtà più solide del punk‑rock giapponese contemporaneo. Attivi dal 2009, hanno esordito discograficamente con Dizzy Beats nel 2016, imponendosi grazie a una formula che combina melodie immediate, energia hardcore e una forte devozione verso la scuola californiana degli anni Novanta.
La loro nuova creatura si intitola Our Dream Is Not Dead, brani esplosivi che ribadiscono l’amore del trio per il punk‑rock melodico e l’hardcore più accessibile.
L’apertura è affidata a Going Psycho e Punk Rock Princess, due scariche di adrenalina costruite su chitarre veloci e ritornelli immediati che richiamano la migliore tradizione del punk californiano.
Il ritmo tambureggiante di Yesterday riporta alla memoria band come NOFX e Bad Religion, mentre Carry On abbraccia senza riserve il territorio dell’hardcore melodico.
Non c’è praticamente un attimo di tregua: Shooting Star e Our House confermano la velocità e l’irruenza del gruppo, lasciando intravedere persino alcune sfumature thrash.
L’album scorre con naturalezza, anche se non spicca per particolari variazioni melodiche. The Magic World è un’esplosione di fervore giovanile e street‑punk melodico, mentre So Beautiful conferma che potenza e chitarre aggressive continuano a essere il marchio di fabbrica della band.
Nella parte finale emergono tre episodi particolarmente significativi. Never Again richiama certe atmosfere alla Avril Lavigne, complice anche l’approccio vocale della cantante Ayapeta.
Diamond Shine guarda invece ai primi Blink‑182, mentre la title‑track Our Dream Is Not Dead chiude il disco con una dichiarazione d’amore per il punk melodico degli anni ’90.
Una menzione speciale merita la copertina, fresca e colorata, perfettamente in sintonia con la giovinezza e l’entusiasmo che caratterizzano il gruppo.
Our Dream Is Not Dead non rivoluziona il punk‑rock, ma non ne ha nemmeno l’ambizione. Piuttosto, ne riafferma i valori fondamentali: energia, immediatezza e passione. Un lavoro che conferma i Dizzy Sunfist tra le realtà più interessanti provenienti dal Giappone e che difficilmente deluderà i cultori del genere.
Gli ultimi articoli di Emiliano Romanelli
- Karen Diò: recensione di Fugaz - September 12th, 2026
- NOFX: recensione di 40 Years Of Fuckin’Up - September 9th, 2026
- DMA’S: recensione disco omonimo - September 5th, 2026
- The Afghan Whigs: recensione di Soft Control - August 22nd, 2026
- Madball: recensione di Not Your Kingdom - August 9th, 2026
