Dirty Heavens
Drive
alternative
I Dirty Heavens arrivano da Bari e sono capitanati da Lucrezia «Dirty Hell» Lamacchia alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista e dalla sezione ritmica composta da Alessio Virno al basso e Angelo Porcelli alla batteria.
Il loro sound è molto sporco e mescola benissimo l’alternative dei primissimi anni Novanta con quell’attitudine tipica dei Motley Crue del periodo Too Fast For Love.
Dunque, si potrebbe affermare che ci si trovi dinnanzi ad un’accoppiata dinamitarda ed in effetti appare proprio così, visto che le prime due canzoni che ci si parano davanti, ovvero Lie e Gave My Life For Rock’N’Roll sono delle pregevoli bordate che non fanno prigionieri.
La voce di Lucrezia si sposa benissimo con il suono che i suoi compagni le disegnano addosso e sarà molto interessante capire la resa che potranno avere dal vivo pezzi come l’ammiccante Camgirl o la ruvida If I Did.
Non mancano neanche i momenti più riflessivi come Here I Stand, una ballad che per attitudine pare essere un giusto tributo ai Guns e alle Hole.
I quattro, dunque, hanno saputo mettere insieme tante influenze, cercando di puntare su un prodotto privo di sovraincisioni e molto live direct, cosa che può essere un bene o anche un male a seconda dei punti di vista.
A noi, personalmente, la scelta di avere un tipo di produzione scarna non è dispiaciuta, perché ha messo in risalto la genuinità di un gruppo che risulta sincero e senza maschere di sorta. Poi il sacro fuoco del rock’n’ roll abita in loro e tracce come Rhoads, dallo stampo alla Rival Sons e I Wanna Hear You Scream (nulla a che vedere con lo storico brano di Ozzy) sono lì a dimostrarcelo. Bravi.
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