Anhima: recensione di Toccato Dal Fuoco Redux

Gli Anhima, band culto italiana degli anni Novanta, avrebbero meritato molto di più rispetto a quanto hanno raccolto nel corso della propria carriera. Dopo un lungo periodo di stop, sono tornati con Toccato Dal Fuoco Redux.

Anhima

Toccato Dal Fuoco Redux

(Audioglobe)

grunge


Partiamo da una premessa fondamentale. Gli Anhima, band culto italiana degli anni Novanta, avrebbero meritato molto di più rispetto a quanto hanno raccolto nel corso della propria carriera. I loro primi due dischi sono fondamentali per capire quanto valessero in termini artistici e quanta ispirazione ci fosse nella formazione fiorentina che guardava sempre con un occhio di riguardo la scena di Seattle.

Nel 2025, dopo che il progetto era stato messo in naftalina per molti anni, Daniele Tarchiani ha deciso che era tempo di dare nuovo lustro a Toccato Dal Fuoco, il loro primo lavoro che nel 1995 venne prodotto da Gianni Maroccolo. Per l’occasione, un po’ come fecero gli Afterhours per Hai Paura Del Buio, l’album è stato risuonato e riprodotto con una serie di ospiti importanti che hanno dato il proprio pesante contributo al remake di canzoni che gli amanti del rock italiano alternativo dovrebbero conoscere a memoria.

Ed allora ecco che il piano di Francesco Magnelli (C.S.I.) consegna una patina di classe alla splendida Un Salto Nel Buio.

Allo stesso modo la rivisitazione di X.T.C. con Edda alla voce è semplicemente oro per chiunque. Tarchiani con la sua inconfondibile ugola gestisce il tutto e mette nelle condizioni gli artisti di rendere al meglio. In tutto questo si ritrova anche il mitico Marco Cocci (Malfunk) che con la sua tonalità graffiante impreziosisce la dura Dritto Al Cuore, mentre Wilko dei Rats si trova a suo completo agio in Senza Limiti che nel caso di specie assume dei contorni blues e paludosi che, probabilmente, nessuno si sarebbe mai aspettato.

Poi ci sono un paio di inediti interessanti, tra cui spicca La Bambina Di Ulisse che vede la partecipazione di Max Zanotti (Casablanca e Deasonika) che ancora una volta non sbaglia nulla.

Per il resto riascoltare brani come Vivo, Storie e Pazzo (ne prendiamo tre a caso) è un tuffo nostalgico nel passato che ci chiarisce quanto il rock italiano sia stato clamorosamente meraviglioso negli anni Novanta.

Per chi vuole fare conoscenza di quella decade inarrivabile e ne è a secco, consigliamo di prendere entrambe le versioni di Toccato Dal Fuoco, anche se quella originale è fuori commercio e la si trova solo sui siti specializzati. Ne vale semplicemente la pena.

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