Alangrime: la recensione di Colpogrosso

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Alangrime

Colpogrosso

(R)esisto

rap, grime, urban

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Alangrime- la recensione di ColpogrossoNon è facile approcciarsi con Colpogrosso, il nuovo lavoro scritto da Alangrime e pubblicato dalla etichetta (R)esisto. Non è semplice, perché non si sa da dove partire in considerazione di come questo disco sia lontanissimo da ogni prospettiva rock o anche cantautorale.

Le canzoni, da un punto di vista musicale, sono tutte uguali. Non vi è variazione e non vi è una melodia che sia una. E’ tutto piatto e questo porta immediatamente ad ascoltare senza brio il CD in questione.

Se poi vogliamo soffermarci sul cantato, allora la dimensione è quella del rap di borgata o, forse, anche della trap. Ed anche in questa fattispecie è arduo trovare un modo per cercare di avere uno spiraglio di luce su cui appoggiarsi.

Infine l’aspetto dei testi che dovrebbe fare la differenza se il resto è grigio. Il rock è stato sempre pieno di riferimenti sessuali, ad esempio, o di tematiche sentimentali. Dai Motley Crue agli Stones, passando per i Ratt ed i Led Zeppelin, si potrebbero scrivere trattati universitari su alcuni temi molto cari a queste band.

Qui Alangrime scrive testi che sono quanto di più ovvio si possa sentire o ci si possa aspettare, senza che, però, la musica possa supportare quanto declamato dietro ad un microfono. E’ tutto tremendamente difficile da raccontare che quando si sente finalmente qualche chitarra come in Guernica sembra di trovarsi dinnanzi a qualcosa di surreale.

Purtroppo, però, il resto fa acqua da tutte le parti e sinceramente questo disco, almeno per chi scrive, è qualcosa che non può assolutamente piacere.

Alangrime, sito ufficiale: www.alangrime.com

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