Zach Hill: Astrological Straits

Ammetto che l'ascolto di Astrological Straits di Zach Hill, non ha per nulla giovato al mio mal di testa.

Zach Hill

Astrological Straits

Cd, Ipecac, Goodfellas, 2008

experimental

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2717041861_e2307b58f4Partiamo dagli Hella. Ovvero Spencer Seim alla chitarra ed il buon Zach Hill alla batteria.Segni particolari della band: ipertecnicismi,destrutturazioni compositive, distanza siderale dalla tradizionale forma canzone.

Ecco, anche da solo Zach Hill sembra muoversi sulle stesse dinamiche.

L’impressione è che Hill ed i suoi ospiti (Les Claypool, Chino Moreno..) si siano fatti prendere un tantino la mano, in un disco che sembra offrire ben pochi appigli all’ascolto, pieno zeppo com’è di ritmiche drogate su melodie scarne, se non del tutto inesistenti (Toll Road).

Più o meno i pezzi sono infatti costruiti su una sorta di assolo di batteria variabilmente lungo tra i quattro e i cinque minuti, sotto il quale si muovono, slegate ed impazzite tracce di elettronica, riff di chitarra elettrica,tastiere prog e la voce di Zach Hill che piuttosto lamentosa, ossessiona come un mantra.

Disco mediamente inascoltabile per chi non è patito di batteria o prog rock, con pochi guizzi di genio (Dark Art non sfigurerebbe su Neon Bible degli Arcade
Fire,ad esempio ).

Insomma gente come Zappa,lo stesso Claypool, King Crimson e persino i Mars Volta, sono solo un miraggio lontano, da queste parti.

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Emmanuele Margiotta
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