Telefon Tel Aviv: Immolate Yourself

Immolate Yourself è, purtroppo, il testamento di una delle band più influenti della scena elettronica mondiale degli ultimi dieci anni

Telefon Tel Aviv

Immolate Yourself

(Cd, Bpitch Control,2009)

elettro-pop, elettronica

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telefontelaviv09Sono passati cinque lunghi anni dal loro ultimo cd ed il 20 gennaio 2009 <i>Immolate Yourself</i> esce in tutti i negozi. Ma solo due giorni dopo una brutta notizia scuote e sorprende i loro fan e tutto il mondo della musica: muore <b>Charles Cooper</b>, i Telefon Tel Aviv non esistono più. L’altra metà del duo, Joshua Eustis, commenta la morte del compagno avvenuta il 22 gennaio su MySpace ma senza specificarne il motivo, lasciando intorno alla notizia un alone misterioso, ricordando il suo genio musicale ma anche la sua bontà d’animo come persona.

Una carriera eccellente costruita in tre album: il primo straordinario ed interamente strumentale <i>Fahrenheit Fair Enough</i> del 2001, poi il più deludente ma comunque efficace Map of What Is Effortless del 2004. Una band sempre alla ricerca di nuove soluzioni e sperimentazioni.

Immolate Yourself è un buon disco. A differenza degli altri lavoro sono spariti tappeti sonori costruiti da chitarre ed arpeggi campionati, lasciando spazio a più tastiere, elettronica e parti vocali, costruendo raffinate ed accattivanti mappe sonore molto lounge e d’atmosfera. Ottimo inizio con The birds, che impiega qualche minuto per decollare ma prepara l’ascoltatore a quello che sarà l’intero disco: un suggestivo brano di pop elettronico. Ben articolata e ritmata M con molti cambi di ritmo e variazioni, mentre Helen of Troy sembra uscito dalle session di Computer world dei mitici Kraftwerk! La tranquilla, solo in apparenza, Mostly Translucent è invece un bell’esempio di costruzione melodica, aggiungendo di volta in volta suoni e colori ad un inizio più calmo e riflessivo, come in The birds. Your Every idol è l’unico brano strumentale, un inquietante tappeto sonoro di drum’n bass sincopato, che apre la strada ad uno dei brani meglio riusciti del disco, You are the worst thing in the world. E’ uno dei brani più melodici del disco, dove la voce ha un suono che si confonde tra le tastiere ed i bassi, creando una potenziale hit.

I Telefon Tel Aviv ci lasciano per sempre con questo terzo album, molto piacevole e che durerà nel tempo, soddisfacendo sicuramente i loro fan e tutti gli amanti di suoni che uniscono atmosfere sognanti e pop sintetico.

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