Shame: Entropia

I milanesi Shame arrivano con Entropia, un disco che appena inserito nello stereo sprigiona fiamme e fuoco che sembra essere al cospetto di Sua Eccellenza Lucifer

Shame

Entropia

(Unable)

grunge

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Shame-entropiaGrunge da tutti i pori, di quello maledetto e nella sua accezione più fedele. Gli Shame, band milanese dedita ai fumi sulfurei intransigenti e anthemici, con Entropia sbancano e mantengono intatta quella carica adrenalinica e tritasassi a fusione di Alice In Chains, Nirvana e Soundgarden in una sola botta, dieci traccianti inossidabili che- ascoltando bene e senza saltare in aria su bombe di novità – continuano imperterriti a trovare ottima espressione in quei avvallamenti 90’s di dolore e resurrezione a suon di watt.

È un buon perdersi tra le strade malconce della Seattle disperata, distorsori urticanti e doomy che contribuiscono in larga parte a creare il pathos perfetto per la maledizione di turno e tutta quella abrasività infiammante atta a scorticare ricordi e malie affogati dentro il cuore; disco da pogo assicurato e di tensione che domina ogni forma di controllo, brani dolciastri e violacei che si rincorrono nella diabolica confusione che oramai è dissonanza di una era di splendore nero come la pece.

Ma è con Rollin – traccia che sigilla il registrato – che si hanno le più alte e sacre fiamme del grunge proposto dagli Shame, tre minuti e cinquantaquattro secondi per scendere i dirupi dell’inferno e risalire, tanto da trovarsi lerci ma con l’anima candidamente ripulita.

Un piccolo must-have per tutto il 2014.

 

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Max Sannella
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