Walter Savelli: Accordi Imprevedibili

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Walter Savelli

Accordi Imprevedibili

Pop “classicheggiante”

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Accordi Imprevedibili, il nuovo album di Walter Savelli, ha il sottotitolo “Parafrasi musicali, omaggio a Claudio Baglioni”.

E proprio di questo si tratta, in effetti.

Lui, lo ammette candidamente, non ha scientemente imboccato il percorso che, in piena simbiosi con quella che è la sua anima artistica, si è materializzato quasi da sé in forma tanto inconsapevole quanto inevitabile. “Quando otto mesi fa ho preso la decisione e ho quindi iniziato a lavorare al nuovo progetto musicale non sapevo che stavo per realizzare delle parafrasi musicali o, almeno, non ero al corrente del fatto che tutto il lavoro che stavo facendo poteva essere riassunto in quelle due parole, che peraltro suonano benissimo”.

Parole e musica, un’assonanza che può essere perfetta e che, in questo caso, Walter ha deciso di recidere per lasciare spazio infinito alle 7 note. E anche qualcuna in più (Cit. Savelli).

“Ho sempre desiderato dare un valore aggiunto alla nostra musica popolare, ci sono infatti in Italia –e non solo- autori che hanno composto melodie e armonie assolutamente di livello superiore a ciò che potrebbe essere definito musica leggera”.

Già. Quanto è vera questa riflessione è addirittura lapalissiano.

Dopo 35 anni passati insieme a condividere passioni, sogni e fatiche, la sua scelta non poteva che orientarsi sul cavaliere dal cuore tormentato di Centocelle.

È quasi impossibile non cadere vittime del giochino perverso delle etichettature per cui, la musica, deve per qualche incomprensibile motivo di marketing dividersi necessariamente tra pop, rock, heavy, blues, e chi più ne ha più ne metta, tanto siamo nell’era dei neologismi di genere.

Ne discende così, nella stessa maniera perversa, che anche gli artisti diventano personaggi che rimangono incastrati in cliché che alla fine, scava scava, non sono poi così rappresentativi del loro insieme. Nel percepire collettivo Claudio Baglioni è quello di “passerotto non andare via”, “quella sua maglietta fina” e “accoccolati ad ascoltare il mare”, c’è poco da fare. Ma c’è tutta una parte della sua discografia che, pur se amata da molti fedeli appassionati, rimane sostanzialmente ignota al grosso delle persone. Tutti conoscono un brano “facile” come Strada Facendo che, in un certo senso, è entrato a far parte della nostra cultura o, come obietterebbe qualcuno col palato musicale intellettuale, della nostra subcultura, appena un gradino più su di un qualsiasi b-movie. Eppure in pochi conoscono brani come Fammi Andar Via o Tamburi Lontani che, al di là delle preferenze personali, sono innegabilmente delle piccole opere.

Ecco, Walter Savelli ha tolto tutti i panni dall’armadio. Sembra quasi di vederlo mentre lancia sul pavimento t-shirt, giacche e camicie per poi riemergere da quel mare variegatamente colorato con tra le mani alcuni capi vintage dal potenziale enorme che erano rimasti sepolti, o rischiavano di rimanerci, sotto la stoffa della memoria.

E così, armato di quella sua passione talmente sincera da sembrare fuorimoda, si è seduto alla macchina da cucire e ha compiuto un lavoro straordinario che non è consistito in una semplice attualizzazione bensì in una vera, nuova ri-nascita.

I brani, ricamati di un’elaborazione armonica complessa, ne escono elevati a una dimensione quasi classica e, ne dice con giusto orgoglio Walter, “potranno essere studiati, suonati ed analizzati come una qualsiasi composizione di tipo tradizionale”.

Le tracce sono 5 e precisamente Ragazze Dell’Est, Fotografie, Quei Due, Mille Giorni Di Te E Di Me, Tieniamente, a cui si aggiungono due composizioni inedite, Sipario (apre) e Sipario (chiude).

E, almeno tre di questi, sono pezzi particolarmente difficili perché molto famosi e caratterizzati da una parte letteraria altrettanto importante di quella musicale per cui, rinunciare a una storia tanto familiare, è per l’ascoltatore quasi una prova di adattamento a un contesto familiare che di colpo diventa di fatto sconosciuto. Il proposto è doppiamente affascinante perché i feedback saranno rivelatori della percezione media di pezzi che, pur essendo di per sé piuttosto noti, sono tra quelli che già nelle versioni originali si sono piegati poco alle logiche del “compromesso popolare”, che non avrebbe potuto in ogni caso celare del tutto l’ossatura di partiture di livello superiore alla norma.

Mi viene in mente il pensiero bizzarro che, mai come in questo caso, sarebbe oltremodo interessante un esperimento di difficile attuazione, a metà strada tra il musicale e il sociologico: un’intervista doppia come quelle de Le Iene, naturalmente incentrata sugli accordi imprevedibili, a un fan dei Massive Attack e a Claudio Baglioni.

L’album, che costa poco più di 5 euro, è in vendita su tutti i principali store online e potrebbe essere un’idea originale, ora che ci spingiamo a grandi passi verso il Natale, per un regalo che certamente sarà molto apprezzato da tanti. Dai, quanti di voi mangiando il panettone non stanno condividendo il tavolo con almeno un fan del Claudione nazionale?

Tra l’altro, come avevo già avuto modo di spiegare nell’intervista che gli feci qualche mese fa in occasione dell’uscita del suo libro Così Come S(u)ono, particolarmente interessante è il profilo Facebook di Savelli, attraverso il quale Walter ha ormai instaurato un rapporto confidenziale con i suoi fan/amici.

So far so good, ottimo lavoro Maestro.

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