A Violet Pine: Turtles

Secondo disco, Turtles, per gli A Violet Pine, una fusione post-rock e psichedelia elettrica per incollarvi allo stereo sognando le nebbie di Dover

A Violet Pine

Turtles

(T.a. Rock Records)

post rock, Wave

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a violet pineTimbri caldo/freddi, magie di sintetizzatori, chitarre e pianoforti per uno scuotimento lascivo e fosco, un fluido che è esatta congiunzione di post rock/dark psichedelico armonico e funzionale come lievito dell’anima.

Tutto questo condensato  nelle nove tracce di Turtles, secondo album dei A Violet Pine, creatura sonora che degli anni ’80  tira fuori la linfa più succosa, amara, grumosa, nove interpretazioni color pece che ammansiscono e tensionano – insieme – un pathos saturo di elettricità (Have fun) e poetica buia, tracce che graffitano l’ascolto, avvolgendo ogni cosa al loro passaggio.

Il trio ha una bella struttura strumentale accompagnata da una voce che pare venire da lontano, ora inquieta ora ipnotica New gloves, in poche parole un percorso sonoro che fa massa e bellezza sotto il manto crepuscolare in cui il disco gioca, vive, rotola e diffonde suoni.

Se siete interessati ad un gruppo che suona come incrocio tra una nebbiosa mattinata a Southampton (Last year, Bright) e una fredda serata ventosa sulle scogliere di Dover (Lucky when I’m wrong, Why?) questo disco vi regalerà cose notevoli, una sensazione, più sensazioni, una moltitudine di motivi per incollarvi allo stereo staccando cellulare e campanello di casa.

 

 

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Max Sannella
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