Skunk Anansie: Anarchytecture

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Skunk Anansie

Anarchytecture

(Carosello)

rock

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recensione-Skunk Anansie- AnarchytectureA quattro anni di distanza da Black Traffic, ultimo album di inediti, tornano gli Skunk Anansie con un nuovo bellissimo lavoro intitolato Anarchytecture che, come spiega la stessa Deborah Dyer aka Skin, raccoglie i concetti di anarchia e struttura. La band si è voluta chiudere in una sorta di gabbia di vetro ad osservare il caos anarchico esterno, in un mondo attuale molto difficile da vivere.

Love Someone Else, primo estratto e traccia del nuovo album, non deve traviare i fan di vecchia data con le sonorità pop rock che lo contraddistinguono.

Già dalla seguente Victim la band abbandona i facili passaggi sugli airplay, con uno dei brani più introspettivi prodotti negli ultimi anni e la suadente voce di Skin che ripete più volte “I’m a victim of your love” , che fa innamorare sempre di più chi come me la segue da una vita. Davvero ben prodotto e caratterizzato da sonorità nervose alla Nine Inch Nails che crescono sempre più con l’incedere del brano.

Secondo estratto è Beauty Is Your Curse, anthem rock nel classico stile della band.

Battiti trip hop bristoliani introducono un’altra sofferta e bellissima ballad di questo nuovo lavoro. Death To The Lovers sarà sicuramente uno dei picchi emozionali del prossimo tour che vedrà la band impegnata, oltre che a Milano in febbraio, in un mini tour estivo che li porterà a Roma, Pistoia e Piazzola sul Brenta.

Giusto un attimo di respiro e ci si tuffa in un vortice di sonorità travolgenti che inizia a picchiare già duro con In The Back Room, brano con una ritmica davvero ipnotica e avvolgente.

Prosegue cattiva anche la successiva Bullets colma di un sound stoner che rende il tutto ancora più potente.

That Sinking Feeling che si preannuncia come uno dei prossimi estratti da questo preziosissimo Anarchytecture e si prepara anche ad essere ballato a più non posso, introduce ad un altro punto di intima sofferenza con la rabbia di una Skin abbandonata che ripete stremata “i fall down, i can’t get by without you… you’re all that i need” nella punta di diamante Without You.

La brevissima pseudo jam Suckers! ci accompagna ad una chiusura in grande stile con We Are The Flames, già un inno appena uscita e la ballad di chiusura I’ll Let You Down.

Gli Skunk Anansie tornano e lo fanno forti anche del successo avuto da Skin a X-Factor Italia che li farà conoscere anche ai pochi appassionati di musica del bel paese a cui restavano ancora ignoti.

Anarchytecture è l’ennesima conferma per una delle band alternative rock più vere in assoluto, con testi importanti, arrangiamenti curatissimi e un alternarsi di momenti intimi e rabbia pura che non smettono mai di emozionare. Imperdibile. Già uno degli album dell’anno.

 

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