Public Image Ltd.: What The World Needs Now…

Nessuno c'avrebbe scommesso, eppure i Public Image Ltd. tornano con un nuovo album: What The World Needs Now è un disco tutt'altro che brutto ed è esattamente come ci si sarebbe aspettati dovesse suonare un disco dei PIL

Public Image Ltd.

What The World Needs Now…

(PIL Official)

post-punk

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Public Image Ltd.- What The World Needs Now recensioneSolo un paio d’anni fa in pochi ci avrebbero scommesso: sembrava tutto una ennesima trovata commerciale, eppure il buon John Lydon sembra sul serio aver messo da parte, per il momento, reality, tv, spot pubblicitari e quant’altro. La reunion dei PIL messa in piedi ormai tre anni fa, ha un seguito con questo What The World Needs Now.

L’incipit lascia campo libero ad un po’ di scetticismo. Double Trouble è il racconto di un litigio familiare sul cesso rotto che diventa il pretesto per piatti in aria ed insulti. Musicalmente stenta a far presa, rimane l’ironia tipicamente lydoniana a tenere in piedi il pezzo. Poi le cose iniziano a farsi più definite, più a fuoco, è così che escono fuori i Public Image Ltd. che conosciamo. È vero, più che un disco nuovo sembra di ascoltare una raccolta di vecchi pezzi, ma tutto sommato non dispiace affatto.

I brani che seguono sono né più né meno ciò che ci si aspetterebbe da un disco dei PIL: post-punk all’osso. Chitarre acide e linee di basso sottomarine, voce nervosa e singhiozzante, ritmiche senza fronzoli. Negli anni del revival punk-wave, questo disco sembra ricordarci che i PIL, nel genere, hanno fatto la differenza in più di un’occasione.

Che Johnny “Rotten” Lydon non abbia bisogno di dimostrare più nulla a nessuno è assodato. Ha fatto la storia della musica con almeno un paio di band, in almeno tre/quattro occasioni. Come si mette su un disco bello lo sa perfettamente, nonostante le idee sembrino leggermente ritrite. Che l’abito fa la rockstar è stato proprio lui a sbatterlo in faccia al mondo, quindi non stupisce che con questi brani abbia affrontato il medesimo processo di make-up necessario a confezionare un album tutt’altro che brutto.

What the world needs now / is another fuckoff …questo verso, gridato dopo una serie di “bollocks” e su un tappeto di elettronica reiterato fino allo sfinimento, è la summa di un lavoro che non si fa fatica a definire come una delle migliori produzioni dei Public Image Ltd. degli ultimi 20/30 anni. Con incursioni reggae, pop, world, con momenti veloci ed elettrici che si succedono a ballatone melodiche e piacione come Big Blue Sky. L’intro di Whole Life Time, invece, sembra uscire da un disco dei Talk Talk, se non fosse che poi entra la voce sbilenca di Lydon, sempre davanti a tutti gli altri strumenti, a mettere in chiaro chi è che comanda.

Lydon in questo disco sembra avere la stessa rabbia di sempre, la stessa noia, lo stesso malcontento, la stessa noncuranza di sempre, nonostante le marchette che ha accettato di fare nel corso degli anni per finanziare la reunion dei PIL. Dopo 40 anni di carriera, sempre fedele alle sue contraddizioni, What The World Needs Now è esattamente la non sorpresa che ci si poteva aspettare, e nonostante ciò sembra essere maledettamente attuale eppure maledettamente datato; un’altra idiosincrasia dell’ex Sex Pistols.

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Antonio Serra
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