Paul McCartney: Kisses On The Bottom

L'ex Beatles ritorna con una raccolta di cover dal sapore intimo e avvolgente, impreziosite dalla presenza di due inediti che sembrano già classici del passato

Paul McCartney

Kisses On The Bottom

(CD, Concord)

classic rock, pop-rock, jazz, blues


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Paul McCartney- Kisses On The BottomIl Baronetto di Liverpool è tornato. Paul McCartney pubblica Kisses On The Bottom, selezionando dodici classici e presentando due interessanti inediti.

Rovistando nel baule dei ricordi, si trovano dolcissime canzoni del passato, vere e proprie pietre miliari della love music americana; anche in copertina, Paul McCartney, fotografato da sua figlia Mary, appare in bianco e nero, con dei fiori in mano.

Alla realizzazione del disco hanno partecipato grandi firme come Tommy LiPuma, Diana Krall e le guest star Eric Clapton e Stevie Wonder.

Così ha dichiarato Sir Paul nella conferenza stampa di presentazione del disco: “Questi pezzi sono classici, sono la musica con cui sono cresciuto, sono le canzoni che ascoltava mio padre alla radio quando ero bambino, Sono i brani sui quali io e John [Lennon, ndr] ci siamo basati per scrivere i nostri. Quando mi metto a scrivere, li ascolto sempre e puntualmente mi rendo conto di quanto bene siano strutturati: ho sempre cercato di fare tesoro di lezioni del genere”.

Il titolo Kisses On The Bottom è una citazione di I’m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter, brano swing cantato da Fats Waller nel 1935. Rielaborata anche Home (When Shadows Fall), canzone scritta nel 1931 e cantata da Sam Cooke nel 1964; ecco riproposta It’s Only A Paper Moon, famosissima canzone popolare, scritta nel 1933; More I Cannot Wish You era presente in Guys And Dolls, musical di successo scritto da Frank Loesser; Benny Goodman nel 1936 cantava The Glory Of Love, quinta traccia del disco; anche Sinatra cantava We Three (My Echo, My Shadow And Me); non ha bisogno di presentazioni Ac-Cent-Tchu-Ate The Positive, popolare sermone di felicità e ottimismo, registrato da Johnny Mercer per primo nel 1944. Finalmente si arriva al primo brano originale di questo disco, My Valentine, delicato e davvero raffinato, che vede la preziosissima partecipazione di Eric Clapton; Always è una struggente love ballad scritta da Irving Berlin nel lontano 1925; ritorna una cover di Fats Waller con la graziosa My Very Good Friend The Milkman; già inclusa anche da Ringo Starr nel suo primo album da solista, Bye Bye Blackbird, interpretata per la prima volta nel 1926 da Gene Austin; Clapton collabora anche a Get Yourself Another Fool, un classico d’amore infranto; calda ed emozionante, The Inch Worm è stata scritta da Frank Loesser nel 1952; Only Our Hearts è il secondo e ultimo inedito, malinconico e avvolgente, dove Stevie Wonder delizia con la sua armonica carica di nostalgia e pathos.

A quasi cinque anni da Memory Almost Full, il suo ultimo lavoro solista, tutti i fans si sarebbero sicuramente aspettati un disco di inediti, anziché una raccolta di classici reintrerpretati. Tuttavia, bisogna riconoscere nel quasi 70enne una perdurante voglia di raccontare la musica a modo suo, con semplicità, dolcezza e un fascino intramontabile. Malinconico, intimo e suadente, concilia perfettamente le dodici cover con i due inediti, che sembrano di un’altra epoca.

Pregiatissimi pezzi d’antiquariato che vengono tirati a lucido per splendere più di prima. Come lo stesso ex Beatles ha affermato, Kisses On The Bottom è un disco da “ascoltare una volta tornati a casa dopo una giornata di lavoro davanti un bicchiere di vino o una tazza di tè”. Parafrasando quel titolo già citato, evidentemente la memoria del grande Sir Paul non è ancora completamente piena per smettere di cantare.

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Marco Buccino
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