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Motorpsycho: The Death Defying Unicorn

I norvegesi Motorpsycho sono sempre stati una formazione molto liminare e sui generis, con una discografia tanto vasta quanto varia. Per non smentirsi il nuovo The Death Defying Unicorn è niente meno che un’ambiziosa opera in bilico fra prog-rock e jazz sinfonico, spalmata su 2 Cd

Motorpsycho

The Death Defying Unicorn

(2Cd, Rune Grammofon)

ssycho-symphonic-prog, jazz-rock

[starreview tpl=16]
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Motorpsycho- The Death Defying UnicornI norvegesi Motorpsycho sono sempre stati una formazione molto liminare e sui generis, con una discografia tanto vasta (questo è il quindicesimo lavoro della loro carriera) quanto varia. Per non smentirsi il nuovo The Death Defying Unicorn è niente meno che un’ambiziosa opera in bilico fra prog-rock e jazz sinfonico.

Evocativo e misterioso, il doppio Cd in questione porta al massimo grado la componente psych da sempre presente nel DNA del gruppo scandinavo, grazie a un tumultuoso comparto strumentale, che alla tradizionale strumentazione rock uniscela Trondheim JazzOrchestra e il violino di Ola Kvernberg.

Va da se che le coordinate stilistiche di un tale ensemble abbraccino i territori di certa musica da camera moderna, e del jazz più open-minded. Il risultato globale ricorda, per certi versi, alcuni concept prog-rock anni ’70, dove la dura matrice rock si andava per la prima volta a mischiare con le strutture più soft tipiche della musica classica.

Due anni dopo Heavy Metal Fruit, i Motorpsycho ritornano dunque più pomposi e bombastici che mai, senza però riuscire a nascondere del tutto una certa logorrea e prolissità strumentale. Probabilmente con un maggiore lavoro di cernita e di sintesi la fruizione del disco ne avrebbe infatti beneficiato, concentrando in un’unica soluzione tutti i brani più convincenti, come la psycho The Hollow Lands, la delicata Sharks, l’articolata La Lethe e il gran finale Into The Mystic.

Altrove si stenta a volte a seguire le evoluzioni ed elucubrazioni dei Motorpsycho, quasi persi in un personale labirinto artistico, la cui incisività comunicativa risulta senz’altro ridotta, rispetto al loro tradizionale e più easy listening alternative-rock. Il formato doppio Cd gioca per altro a sfavore di una fruizione ininterrotta e continuativa, spezzettando ulteriormente il ritmo e le tempistiche di un lavoro che gia di per se richiede una certa presenza e concentrazione.

Ciò nonostante The Death Defying Unicorn è una coraggiosa e ambiziosa opera sperimentale, da ascoltare e interpretare tenendone ben presente la particolare natura di fondo.

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