Maxïmo Park: The National Health

Maximo Park, il quintetto di Paul Smith, ritorna con il quarto album: niente di nuovo, ma sempre efficace

Maxïmo Park

The National Health

(2CD, V2/Cooperative)

rock, indie rock

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Maxïmo Park- The National HealthNon cambia la forma, cambia invece la sostanza: The National Health, il quarto disco dei Maxïmo Park (prodotto da Gil Norton, già collaboratore dei Pixies) offre il sound che ha caratterizzato la band in passato, tra rock ballad e indie alquanto codificato e standard; al contrario, le tematiche affrontate pongono l’attenzione sui problemi sociali, come suggerisce lo stesso titolo.

La magia dell’intro When I Was Wild viene rotta dall’energia di The National Health; buona la vena underground di Hips And Lips, davvero piacevole The Undercurrents; la grinta di Write This Down deve lasciare il posto alla discreta rock ballad Reluctant Love. Finalmente arriva Until The Earth Would Open, il brano meglio riuscito nell’intero album; le tastiere di Banlieue non fanno che renderla complicata e incomprensibile, la dolcezza di This Is What Becomes Of The Broken Hearted è avvolgente e colpisce.

Ancora tastiere in Wolf Among Men, ma il ritmo è solare, molto fresco; piuttosto vintage la seguente Take Me Home, ci si siede poi a riflettere con la delicata Unfamiliar Places. In chiusura si scatena Waves Of Fear, che avrebbe meritato ben altra collocazione nella tracklist. Nel secondo cd sono incluse le versioni acustiche di The Undercurrents, Hips And Lips, Reluctant Love e Until The Earth Would Open.

Il quintetto di Newcastle gioca prudente, con delle carte che conosce alla perfezione: riff tipici, melodie già sentite, ritmi inflazionati. Il loro ultimo lavoro è comunque molto godibile e quasi mai noioso: non sempre rimanere gli stessi è un errore, a volte può rivelarsi un’arma piuttosto efficace.

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Marco Buccino
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