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Lunatic Soul: Fractured

Marco Capone 21 novembre 2017 Recensioni Cd, Video
recensione lunatic soul fractured

Lunatic Soul

Fractured

(Kscope)

progressive rock

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Fractured è il nuovo album di Mariusz Duda il quale ritorna con la sua quinta fatica insieme ai suoi Lunatic Soul, lavoro in cui mette in gioco sé stesso con idee e i suoi orizzonti più innovativi e sperimentali rispetto alla produzione precedente.

La musica in Fractured è letteralmente senza freni, libera di giocare sensualmente tra elettronica e suoni tipicamente progressive rock.

Rispetto ai precedenti progetti musicali, stavolta Duda si distacca sia dal punto di vista sonoro sia dai testi narrati, concentrandosi maggiormente su tematiche che hanno segnato l’ultimo periodo della sua vita, dando una forma decisamente rinnovata al soundscape, più oculato e intimo.

Le sonorità dell’album passano da epicità quasi cinematografiche ad intrecci sonori a tratti inediti che fanno percepire come Fractured sia costruito diversamente rispetto agli altri.

La sensazione che si percepisce durante l’ascolto è quella di un album segnato da suggestioni decisamente più intime e personali, come se si volesse lasciar intendere all’ascoltatore che la dimensione perfetta per l’anima lunatica di Duda sia percepibile già dal primo minuto.

Fractured, composto da otto tracce dal sound essenzialmente progressive rock, è stato registrato in Polonia presso i Serakos Studio e Custom 34 Studio per l’etichetta inglese Kscope, mentre l’opera grafica è stata creata dal collaboratore di lunga data Travis Smith.

I Lunatic Soul seguono l’affascinante filone musicale progressive europeo portando in scena un disco di rottura, nel quale il termine progressivo ha molte sfaccettature non necessariamente aggressive, anzi nell’accezione più pura per quanto riguarda il concetto di libertà creativa.

Album autobiografico nel quale Duda mette a nudo sé stesso, Fractured è la catarsi di un anno impegnativo della sua vita personale e il racconto su come potersi rialzare dopo una tragedia. Musicalmente è l’album più originale, accessibile e personale che abbia mai fatto con i Lunatic Soul, a detta di Mariusz Duda.

In Fractured le sonorità si spalmano in cinquantacinque minuti di voluta creatività dalla voce sottile e intensa, si sperimenta l’elettronica con tempi veloci, tempi lenti, modulazioni e percezioni d’influenze anni ‘80-‘90 sotto forma di tastiere e synth. Le componenti si alternano e si sovrappongono alle ritmiche creando melodie che si evolvono e si ripetono in loop entrando in testa all’ascoltatore. Originale è la volontà d’inserire nei due brani più intimi Crumbling Teeth And The Owl Eyes e A Thousand Shards Of Heaven la Sinfonietta Consonus Orchestra polacca.

Per comprendere a fondo l’album è opportuno ascoltare gli album pregressi, ma anche presi da soli, i Lunatic Soul di Fractured si dimostrano senza dubbio fra gli artisti più interessanti che il panorama progressive europeo abbia prodotto negli ultimi anni, anche se stavolta (forse) pagheranno pegno di scantonare troppo dai canoni di un genere altrimenti codificato, rischiando di lasciare scontenti i fan più integralisti.



 

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Lunatic Soul: Fractured il 21 novembre 2017 votato 3.0su 5
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