Laurex Pallas: La prestigiosa Milano-Montreux

La prestigiosa Milano-Montreux è il nuovo album della brigata Laurex Pallas e l’ultimo capitolo di una trilogia che chiude una immaginaria corsa in bici. Ma di quelle faticose, dove bisogna sforzarsi di pedalare duro

Laurex Pallas

La prestigiosa Milano-Montreux

(Rodeo dischi)

pop

________________

[youtube id=”qirGlxoDC-g” width=”620″ height=”360″]

Laurex Pallas

La prestigiosa Milano-Montreux è l’ultima tappa di un giro che la brigata Laurex Pallas si appresta a terminare. La bandiera a scacchi sventolerà il prossimo 25 settembre, data prevista per l’uscita di questo nuovo album, che segna la fine di un percorso iniziato nel 2007 con La Classicissima Coppi-Mèrcuri e proseguito nel 2011.

In questa autoproduzione (con la collaborazione di Antonio “Cooper” Cupertino ) le coordinate sono ben definite, come se la bicicletta si muovesse lungo un tracciato GPS prestabilito e certosinamente rispettato fatto di canzonette dai ritornelli semplici che, qua e la, piazzano la curiosità che non ti aspetti con il tono dissacrante di chi non ama prendersi eccessivamente sul serio.

Ci sono molti ospiti, strumenti giocattolo, svisate del manubrio, note fuori posto.

Loro stessi definiscono ciò che li caratterizza una “attitudine artigianale”.

I testi sono in bilico tra spending review, crisi greca, coccodrilli che escono dal bidet e interrogativi esistenziali del tipo dove vanno a finire le cabine del telefono dismesse?

Laurex Pallas non è una squadra da crono, questo è certo. No, loro preferiscono di gran lunga i gran premi della montagna, quelli dove c’è da spingere sui pedali e sollevarsi dal sellino.

Ed è proprio così in questa sgambata da casa fino a Montreux, culla del jazz e santuario della musica rock (i Mountain Studios di David Bowie, dei Queen, degli AC/DC, dei Rolling Stones, degli Yes, di Iggy Pop e di molti altri).

Il motivo?

Perché non ci piace la strada più breve. Perché senza cambiare percorso, nello stesso scenario di suoni piatti, parole ovvie e tappe in pianura ci annoiamo a morte. Perché Laurex Pallas non sarà mai un’abitudinaria casalinga che fa la cyclette. Perché i bimbi crescono, le mode cambiano ma la voglia di faticare è rimasta la stessa. E soprattutto perché Laurex Pallas è la nostra casa e non smetteremo di pedalare, cantare e suonare nemmeno dopo aver tagliato il traguardo!”

 

Gli ultimi articoli di AGab

Condivi sui social network:
Default image
AGab
Articles: 111
Available for Amazon Prime