I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie): EP01

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I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie)

EP01

(Autoproduzione)

electro – pop

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I'm Not A Blonde (But I'd Love To Be Blondie)- EP01Duo milanese, le I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie) presentano il loro primo EP che risulta essere un lavoro frizzante e piacevole. EP01, la raccolta di tre brani di cui vi andrò a parlare oggi, fa parte di un progetto più ampio che comprende 3 EP ad uscita trimestrale per un totale di 9 brani con cui Chiara “Oakland” Castello Camilla Matley vogliono far conoscere il loro sound elettro – pop.

Quello che sembra nascere come un gioco è in realtà un lavoro che raccoglie le sonorità più elettroniche degli anni 80 con tutto il loro apparato ritmico e le unisce a vocalità che rimandano al punk dei ’90. Il risultato? Tre tracce che nella loro semplicità di nuclei ritmici che si ripetono in loop travolgono e convincono.

Si parte con Bad Buke Good Gaze che fa volare subito in alto una carica espressiva che è difficile creare soltanto con l’utilizzo di synth e una voce che, pur non distinguendosi per particolari abilità, dà l’idea di essere perfetta nel contesto in cui si trova. Peter Parker si arricchisce di nuovi suoni, più metallici, e più timbri vocali che armonizzano tra di loro fino a portarci alla più ritmicamente scandita Stop Tempo.

Ispirandosi ai Moloko di Roisin Murphy, ai Le Tigre di Kathleen Hanna e agli attuali Tune – Yards, le I’m Not A Blonde hanno intrapreso una strada sperimentale che, in un genere di cui negli ultimi tempi si tende ad abusare, risulta invece particolare e adattabile alle situazioni più disparate.

 

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