Gianluca Mondo: Petali

Gianluca Mondo con Petali, il suo terzo album, tenta di nuovo un cantautorato elettrico, introspettivo e venato di blues

Gianluca Mondo

Petali

(Controrecords)

canzone d’autore

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Gianluca Mondo- PetaliGianluca Mondo con Petali, la sua opera terza, tenta di nuovo un cantautorato elettrico ed introspettivo. Che non convince fino in fondo. Il musicista di Torino deve ancora lavorare molto.

Fondamentalmente blues, con una forte influenza caposseliana, l’ironia un po’ alla Brunori Sas e un’intima voce bassa: questo è il concetto base che subisce poi varie contaminazioni durante il percorso. Dal “metal” di Rivelazioni al “tango” di Crapshooter (i termini virgolettati si riferiscono all’attitudine sonora, non a influenze dirette di genere, ndr), dai ritmi africani contornati da notevoli chitarre pesanti di Istruzioni per Lipe all’intenso e cupo monologo (forse un po’ troppo lungo) energicamente rockeggiante e psichedelico della title track, dallo swing di Valentina’s Blues al movimentato rock-blues di La nebbia fra gli scacchi, il disco ha delle ottime idee musicali e prende delle interessanti e continue variazioni. Idee e variazioni ancora da sviluppare per bene, ma gli spunti sono davvero da tenere d’occhio.

Se per quanto riguarda la musica quindi le linee generali sono in media buone anche se da studiare meglio, la pecca sta sia nella voce sia nei testi dei brani. La prima, esageratamente viscerale, alla lunga annoia abbastanza e non rende giustizia alla varietà dell’album. Piatto ed uniforme, a tratti fuori tempo, a tratti forzatissimo, il canto del signor Mondo esige ancora del lavoro. I secondi invece suonano fin troppo contorti e si perde forse la poesia del messaggio oppure non si riesce a coglierne pienamente il sarcasmo.

Nel complesso comunque le buone intenzioni ci sono e probabilmente il cantautore torinese in futuro saprà convincerci completamente. Per ora lo invitiamo a fare di meglio. La strada giusta sembra averla intrapresa, ora però bisogna affrontare il viaggio in salita. Quindi attendiamo con fiducia di vedere (o meglio ascoltare) i risultati futuri.

 

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Francesca Marini
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