Ghost B.C.: If You Have Ghosts

Non tutte le ciambelle possono riuscire col buco, gli Svedesi Ghost B.C. con l’Ep If You Have Ghost e la complicità dell’ex Nirvana Grohl recitano una parte sonora che fa solo casino ma senza fare rumore

Ghost B.C.

If You Have Ghosts

(Spinefarm/Universal)

metal

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Ghost BC - If You Have Ghost EP - ArtworkRitrovarsi a dividere la scena virtuale con hit di altri grandi artisti non è poi così diffamante, anzi magari si può rivitalizzare d’un po’ il comportamento artistico che – in certi frangenti – rimane incollato a certe titubanze creative. Questo viene da pensare mentre scorre If You Have Ghosts l’EP della formazione svedese dei Ghost in cui vengono reinterpretati – con la personale visione mid-horroristica della band – successi pop-rock di celeberrimi artisti e, senza andare a cercare peli e uova e con tutta onestà, quello che si va ad ascoltare può piacere come ci si può vivere bene senza.

Prodotte da quella irrequietezza seriale chiamata David Grohl, le cinque tracce dell’imbastito recitano la loro pregevole parte all’ascolto, e non a caso si mantengono pressoché in una dimensione ottimamente rivisitata, ma quello che non si capisce il perché di tanto sfarzo e sforzo a coverizzare quando la stessa formazione è già uscita vittoriosa con il precedente album Infestissumam che tanto l’ha fatta alzare alla cronaca musicale di mezzo mondo, proprio un mistero che molti adducono a scelte “commerciali” molto discusse.

E cosi, tra il lusco e il brusco, la tracklist snocciola la sua cinquina sonora, e tolta la felice occhiata della titletrack che è poi un successo di Roky Ericson e di Crucifer degli Army Of Lovers, il resto che rimane a zonzo nell’immaginario come la battuta epica di I am a marionette degli Abba, Waiting for the night dei Depeche Mode e la carnosa quanto metallifera Secular haze, traccia registrata live al Music Hall Of Williamsburg di Brooklyn, è tutto un insieme che rimane a galleggio tra il tutto ed il niente.

Lo stile dei Ghost è quello e lo si riconosce immediatamente, ma non c’è molto di più se non quel puzzo di zolfo imperante che fa dire a viva voce: corpo di mille Balzebù tanto rumore per nulla?!?

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Max Sannella
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