Fontaines D.C.: Dogrel

Condivi sui social network:

Fontaines D.C.

Dogrel

(Partisan records)

post punk, indie rock

_______________

 

recensione Fontaines D.C.- DogrelPreannunciato da svariati singoli che lasciavano presagire potesse arrivare un album bomba, è uscito lasciando tutti a bocca aperta Dogrel, esordio degli irlandesi Fontaines D.C.

Il riferimento immediato sembrerebbe agli Idles o agli Shame, band che nello scorso anno hanno fatto incetta di premi con un furore post punk davvero notevole. I Fontaines D.C. seppure affini, si distinguono però per l’urgenza che sembrano avere nell’esternare la loro musica e per uno stile vocale del leader Grian Chatten particolarmente riconoscibile.

L’album parte fortissimo con Big, autentico anthem tiratissimo che non si stacca più dal cervello. Per me brano n°1 dell’anno!

Sha Sha Sha entra prepotentemente facendo saltare alla mente i Cure di Three Imaginary Boys (in particolare 10:15 Saturday Night) ma anche un tocco dei Clash.

I suoni abrasivi di Too Real ci riportano invece ai tempi dei Joy Division, con un tiro micidiale e un brano che probabilmente finirà nella top 10 di molte charts 2019.

Con Television Screens si calmano le acque ma non troppo e infatti già con Hurricane Laughter il sound torna ad incalzare prepotentemente con riff urticanti e Chatten in veste di predicatore come un novello Mark E. Smith.

Roy’s Tune sembra al primo ascolto un brano più fiacco, ma lo è solo perché caratterizzato da una notevole tranquillità sonora se paragonato al resto dell’album, ma risulta prezioso e permette di respirare in attesa della sferzata finale.

La cupezza di The Lotts, conduce a Chequeless Reckless, ennesimo anthem di questo Dogrel. Dopo questo brano sfido chiunque a non ripetere nella propria mente “What’s really going on?”.

Liberty Belle da un tocco più indie e ricorda molto i The Libertines e lascia velocemente spazio a Boys In The Better Land, ulteriore sing-along da festival rock.

La chiusura spetta a Dublin City Sky, brano spiazzante all’interno di questo lavoro, ma forse anche il modo migliore e più geniale possibile per ricordare che dietro al nome Fontaines D.C. c’è un gruppo di Dublino: folk puro da pub irlandese, da cantare tutti abbracciati con una Guinness in mano.

Probabilmente sarà il mio album dell’anno! Uno dei più belli dell’ultimo decennio.

https://www.facebook.com/fontainesband/

Gli ultimi articoli di Fabio Busi

Condivi sui social network:
, ,