Fontaines D.C.: Dogrel

Dogrel dei Fontaines D.C. è uno degli album più belli in assoluto non solo del 2019, ma degli ultimi anni. Imperdibile per chi segue il post punk.

Fontaines D.C.

Dogrel

(Partisan records)

post punk, indie rock

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recensione Fontaines D.C.- DogrelPreannunciato da svariati singoli che lasciavano presagire potesse arrivare un album bomba, è uscito lasciando tutti a bocca aperta Dogrel, esordio degli irlandesi Fontaines D.C.

Il riferimento immediato sembrerebbe agli Idles o agli Shame, band che nello scorso anno hanno fatto incetta di premi con un furore post punk davvero notevole. I Fontaines D.C. seppure affini, si distinguono però per l’urgenza che sembrano avere nell’esternare la loro musica e per uno stile vocale del leader Grian Chatten particolarmente riconoscibile.

L’album parte fortissimo con Big, autentico anthem tiratissimo che non si stacca più dal cervello. Per me brano n°1 dell’anno!

Sha Sha Sha entra prepotentemente facendo saltare alla mente i Cure di Three Imaginary Boys (in particolare 10:15 Saturday Night) ma anche un tocco dei Clash.

I suoni abrasivi di Too Real ci riportano invece ai tempi dei Joy Division, con un tiro micidiale e un brano che probabilmente finirà nella top 10 di molte charts 2019.

Con Television Screens si calmano le acque ma non troppo e infatti già con Hurricane Laughter il sound torna ad incalzare prepotentemente con riff urticanti e Chatten in veste di predicatore come un novello Mark E. Smith.

Roy’s Tune sembra al primo ascolto un brano più fiacco, ma lo è solo perché caratterizzato da una notevole tranquillità sonora se paragonato al resto dell’album, ma risulta prezioso e permette di respirare in attesa della sferzata finale.

La cupezza di The Lotts, conduce a Chequeless Reckless, ennesimo anthem di questo Dogrel. Dopo questo brano sfido chiunque a non ripetere nella propria mente “What’s really going on?”.

Liberty Belle da un tocco più indie e ricorda molto i The Libertines e lascia velocemente spazio a Boys In The Better Land, ulteriore sing-along da festival rock.

La chiusura spetta a Dublin City Sky, brano spiazzante all’interno di questo lavoro, ma forse anche il modo migliore e più geniale possibile per ricordare che dietro al nome Fontaines D.C. c’è un gruppo di Dublino: folk puro da pub irlandese, da cantare tutti abbracciati con una Guinness in mano.

Probabilmente sarà il mio album dell’anno! Uno dei più belli dell’ultimo decennio.

https://www.facebook.com/fontainesband/

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Fabio Busi
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