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Enrico Brizzi e Yuguerra: La Vita Quotidiana In Italia

La penna prolifica di Enrico Brizzi incontra le chitarre degli Yuguerra per un tributo musicale a Bologna. Questo disco è la testimonianza materiale del genio poliedrico dello scrittore

Enrico Brizzi & Yuguerra

La Vita Quotidiana In Italia

(Cd, Irma Records)

art-rock

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enricobrizzi_e_yuguerra_lavitaquotidianainitaliaLe penna prolifica di Enrico Brizzi incontra le chitarre del gruppo Yuguerra per un tributo musicale alla loro città: Bologna. La vita Quotidiana in Italia segue idealmente la pubblicazione del libro di Enrico La vita quotidiana ai tempi di Silvio per Laterza Edizioni.

Dopo i libri, i viaggi e i film possibile che Brizzi faccia bene anche i dischi? Sì è possibile, e questo disco è la testimonianza materiale del genio poliedrico del bolognese.
Outtakes, riflessioni e pensieri rubati dai suoi racconti si adagiano perfettamente sui tappeti musicali del gruppo bolognese: l’anima da scrittore di Brizzi cavalca tutti gli arrangiamenti con personalità e il particolare timbro della voce deciso e impostato rende i concetti e le invettive di Brizzi molto forti. Il disco ha una una profondità tangibile.  Ascoltarlo non può lasciare indifferenti.
Nella Vita Quotidiana… si parla di tutto ed Enrico non risparmia nessuno dalla mattanza culturale:  i ricordi da bambino in Lettera A Pertini riportano alla mente un’Italia dimenticata, i sogni sugli “altrove” in Dio Salvi Bologna, l’Italia dei “bugiardi e dei maiali” in Rialzati Bologna (primo singolo).

Spettacolare il simil-ska di Silvio Summer, un colpo di spada sul truce caimano che banchetta sull’Italia culturalmente in ginocchio. Troppe cose da dire, e tanta rabbia da comunicare.
Tanta Italia, e tanta Bologna, che è anche la città dei Massimo Volume: l’ombra lunga di Mimì Clementi e del suo modo di cantare poetico e teatrale si allunga sull’anima musicale del disco. Ma a Brizzi un riferimento colto lo possiamo concedere, visto che in tutto il disco non sbaglia un colpo.
Tutte le canzoni sono un tassello essenziale dell’opera, e in ognuna di esse gli argomenti sono affrontati con la giusta determinazione, Enrico si adagia sul sound degli Yuguerra. Band di esperienza del panorama italiano, ottimi suoni e gusto negli arrangiamenti rendono il lavoro delicato, anche se l’unica preoccupazione del gruppo sembra quella di spianare la strada alle invettive di Brizzi, che anche se emoziona e da interessanti spunti di riflessioni, tuttavia non si libera del tutto della sua vera anima da scrittore.

Pensieri, parole e un ottimo disco da ascoltare per riflettere e arrabbiarsi.
E di questi tempi non è poco per un’Italia che “dorme e non sogna” come direbbe Enrico.
Un degno rappresentante della nuova e (si spera) impegnata Italia.

Caro Enrico ci vediamo al prossimo libro, disco o scenneggiatura.
Qualsiasi cosa sia, noi ci saremo, perché il talento (per fortuna e purtroppo) non è cosa da tutti.

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