Dulcamara
Indiana
(INRI)
folk
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Nonostante la passione per la musica di Dulcamara, al secolo Mattia Zani, si manifesti sin dall’infanzia, è solo in età avanzata che si trasforma in qualcosa di più concreto come imparare a suonare uno strumento vero e proprio. I suoi primi passi in ambito produttivo, infatti, risentono di una certa naïveté, che lo porterà però ad approfondire i suoi studi, maturando esperienze all’estero e in Italia. È da questo percorso di costante ricerca e crescita che nasce Indiana, quarto album in studio consacrato in toto al folk, genere per il quale abbandona una volta per tutte gli ultimi (seppur vaghi) rimandi al rap degli esordi.
A partire dal titolo stesso, che niente ha a che fare con l’India, l’omonimo stato americano o i nativi d’America, Dulcamara mette al centro della scena la parola, in un mix tra lo stile cantautorale di casa nostra, gli echi del Nord America e il sound d’oltreoceano, ancora una volta elemento di fondo della sua musica. All’interno di queste 13 tracce, la parola viene declinata in molti modi, attraverso svariati (talvolta anche troppi) riferimenti, in un lento e lineare fluire strumentale che a tratti risente delle scarse variazioni a livello di ritmo.
Nell’intento di avvicinare la canzone d’autore a quella folk americana, dimostrando così che è possibile ottenere quel tipo di suono pur non cantando in inglese, Dulcamara dà alle stampe un cd che suona italiano negli intenti, pur mantenendo suggestioni legate a una terra per molti versi estremamente lontana dalla nostra.
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