Cesare Malfatti: Una Città Esposta

Una città esposta di Cesare Malfatti è un disco che prende spunto dall’iniziativa “Milano A Place to BE", che ha raccolto l'intero programma culturale Milanese durante i sei mesi di Expo in un calendario tematico. L'elettronica incontra la canzone d'autore

Cesare Malfatti

Una Città Esposta

(AdesivaDiscografica)

experimental, elettronica d’autore

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recensione Cesare Malfatti- Una Città EspostaUna città esposta di Cesare Malfatti include 13 brani che raccontano attraverso parole e suoni alcune delle splendide meraviglie e storie che Milano una città da scoprire.

Il disco prende spunto dall’iniziativa “Milano A Place to BE”, che ha raccolto l’intero programma culturale milanese durante i sei mesi di Expo in un calendario tematico rappresentato di mese in mese, a rotazione, da sei capolavori dell’arte cittadina abbinati a una parola chiave scelta da Alessandro Cremonesi (già membro dei La Crus insieme allo stesso Malfatti).

Ciò che contraddistingue il disco è la voce di Cesare Malfatti, calda e colloquiale, che assume il ruolo di cantastorie in Una città esposta e l’urgenza da parte dell’autore, di sperimentare in ogni brano ritmi, armonie e timbriche diverse, passando dal rock più puro, all’uso dell’elettronica.

Nel disco, ogni pezzo è un universo unico: l’elettronica de il quarto stato, in cui immagina l’avanzare del popolo, Mozart il figlio in cui l’idea è quella di raccontare la storia del figlio di W.A.Mozart il quale lavorò a Milano facendo per un periodo l’impiegato al Comune. Ancora il riferimento a Bob Noorda, esperto designer, milanese d’adozione, che ha lasciato traccia della sua creatività in molti dei marchi prestigiosi del mondo dell’economia e della grande distribuzione.

E poi ancora l’ultima cena, in riferimento al Bacio di Hayez, La pietà e Concetto spaziale, che prende spunto dalle tele di Fontana, anche lui milanese d’adozione. Il teatro continuo, ideato da Burri e restituito alla città di recent, Ho chi Mihn, il rivoluzionario vietnamita, Cascina Campazzo, L.O.V.E. scultura di Maurizio Cattelan, che campeggia davanti la Borsa di Milano, El tombon de San Marco, luogo tristemente noto per i numerosi suicidi che vi si verificano, Lo sposalizio della Vergine, tela di Raffaello Sanzio che pur traendo ispirazione da un quadro del Perugino, ne evidenza l’allontamento dalla sua personalità.

I 13 brani di Una città esposta sono tredici storie diverse, alcune ispirate a bellezze antiche, altre alla contemporaneità oppure a luoghi noti ai milanesi per un qualche particolare o semplicemente perché si distaccano dal panorama cittadino. Il tutto è accompagnato da brani di genere alternative rock, in cui l’elettronica è presente ma ben mescolata con la chitarra elettrica e la batteria elettronica.

È un album godibile che ha il merito di unire rock e opere d’arte e di avvicinare a sua volta, l’ascoltare ad esse.

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Emanuela Giudice
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