I’m Not Myself Today

Fuori dal corpo e dall'anima per esprimere al meglio il proprio lato nascosto; tutto ciò è I'm Not Myself Today

I’m Not Myself Today

I’m Not Myself Today

(Ep, Indeed Records)

screamo, alternative, hardcore

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recensione-cd-im-not-myself-todayAscoltando l’omonimo album degli italianissimi I’m Not Myself Today si ha ancora la riconferma di quanto in Italia la musica stia diventando sempre più esterofila a tutti gli effetti (cosa non fa la globalizzazione!!!). Infatti stanno spopolando ogni giorno di più queste giovani band ibride tra il crossover, lo screamcore, l’alternative rock e il punk-hardcore.

Gli I’m Not Myself Today sono super agguerriti nel tirar fuori le unghie e la voce e nella dimostrazione che gruppi come i Bullet For My Valentine hanno seguito e fanno scuola in Italia; tuttavia rimangono più orientati sull’hardcore, ibridato dal crossover e lo scream non risulta mai eccessivo, lezioso, esagerato, ma sempre molto gradevole, anche se, tanto per citare un loro testo, “urlare più piano non ti fa sentire meglio!”

Oltre alla strumentazione base, composta da batteria-basso-chitarra-chitarra, la band integra benissimo l’utilizzo dei synths (Oblivious ad esempio, oppure Derek, Screaming loud doesn’t make you feel better), che conferiscono un effetto più all’avanguardia, e danno un’aria meno emo a ciò potrebbe avvicinarsi all’emocore, ma non vuole assolutamente identificarsi in esso.

Non si può fare a meno di notare come in tutte le tracce (in Encounter e Ricardo Peres Vs Bouganville soprattutto) lo spirito più alternative affiori, visto che i picchi crossover e anche un po’ punk-core si fanno valere.

Niente male per un ep di tutto rispetto, sia come forma (veste grafica rispettabilissima, con tutti i testi, in inglese) sia come contenuto, dal momento che molti gruppi si cimentano nello scream, ma non tutti hanno un risultato altrettanto brillante.

I testi sono la voce della coscienza, che parla con se stessa, sono il ripiegamento intimistico su quello che è il proprio ego tormentato e senza requie, tematica molto adolescenziale, ma che potrebbe benissimo toccare anche un’anima adulta e incasinata.

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Irene Ramponi

Irene Ramponi nasce a Milano nel 1983. Si interessa a tutto ciò che è arte fin dalla tenera età.
Questa passione rimane nel tempo, e, dopo la maturità scientifica, la porta ad iscriversi al neonato corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali, indirizzo in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Milano. Consegue la laurea triennale nel 2006 con una tesi relativa ai Maestri Campionesi; Irene, infatti, è una delle poche ad avere una netta preferenza per la scultura rispetto alla pittura.
Continua i suoi studi sulla stessa linea, arrivando a laurearsi in Storia dell'Arte, corso specialistico presso l'Università Cattolica di Milano, nel 2009, con una tesi dal titolo: “Ricerche su Giovanni da Campione a Bergamo”.
Come si può notare dalle due tesi, Irene si interessa di argomenti poco battuti dalla Storia dell'Arte e poco conosciuti, se non nell'ambito degli studiosi più specializzati.
Ha collaborato con l'Associazione Amici dell'Arte di Castellanza (Va), tenendo conferenze sugli argomenti delle sue tesi e sui suoi studi presso la Villa Pomini, sempre a Castellanza.
Sta tuttora lavorando ad altre conferenze, in collaborazione con comuni del Varesotto e del Milanese, volte alla valorizzazione ed alla promozione dell'arte e del territorio locale.
E' amante del viaggio per la scoperta e la ricognizione di luoghi nuovi, e ama la musica, di cui si occupa con la collaborazione presso un'agenzia di organizzazione di eventi e concerti, ma anche praticandola in prima persona con lo studio del canto moderno e tramite alcuni progetti artistici.
Ama scrivere a tempo perso, soprattutto recensioni di critica a mostre e concerti, idealista disincantata, crede ancora nella forza dei sogni per la propria realizzazione personale.

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